Due giorni tra computer d'epoca funzionanti, conferenze e memoria dell'informatica
Il Vintage Computer Festival Italia non è una semplice mostra di oggetti dietro una vetrina: è un museo temporaneo e vivo, dove ogni macchina esposta è accesa, funzionante e — soprattutto — utilizzabile dal pubblico. Nel Comune di Nettuno, sul litorale della Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, l'Istituto Tecnico "Emanuela Loi" di via Emanuela Loi 6 mette a disposizione oltre 800 metri quadrati di spazio espositivo per un racconto che attraversa trent'anni di evoluzione digitale.
Nato e cresciuto a Roma, dove per diverse edizioni ha avuto casa negli spazi dell'ex Cartiera Latina sull'Appia Antica, il festival è organizzato dal Vintage Computer Club Italia, l'associazione che in Italia raccoglie collezionisti, restauratori e appassionati di retrocomputing. Il trasferimento a Nettuno, sostenuto dal Comune e dalle realtà associative locali, ha dato alla manifestazione più spazio e una vocazione più marcatamente didattica, grazie alla collaborazione con il mondo della scuola.
Il percorso espositivo mette in fila i pezzi che raccontano la nascita dell'informatica personale: si va dai calcolatori delle origini fino agli home computer che negli anni Ottanta sono entrati nelle case degli italiani. Tra le macchine protagoniste:
Accanto all'esposizione, il programma prevede una serie di mini conferenze affidate a divulgatori ed esperti riconosciuti, pensate per un pubblico non specialistico. Si parla di storia dell'informatica, di cultura hacker e delle sue radici controculturali, del confronto tra l'industria tecnologica italiana e i giganti internazionali, di sicurezza delle reti e di fragilità del mondo digitale in cui viviamo. Sono incontri brevi, senza gergo tecnico, che aiutano a capire perché certe scelte compiute cinquant'anni fa continuino a condizionare gli strumenti che usiamo oggi.
Il festival si rivolge tanto ai collezionisti e agli appassionati di retrocomputing quanto alle famiglie e agli studenti. Per i più giovani è l'occasione di toccare con mano macchine che conoscono solo per sentito dire; per chi ha vissuto quegli anni è un viaggio nella memoria, con il rumore dei floppy disk e le schermate a fosfori verdi. La formula partecipativa — si può digitare sulle tastiere, caricare programmi, provare i videogiochi dell'epoca — rende la visita adatta anche ai bambini.
Dietro l'iniziativa c'è un obiettivo culturale preciso: conservare e trasmettere il patrimonio tecnologico che ha reso possibile l'era digitale. Le macchine esposte, in gran parte restaurate da volontari, sono documenti storici tanto quanto un libro o una fotografia, e rischiano di scomparire se nessuno se ne prende cura. In questo il Vintage Computer Festival Italia si inserisce nella rete internazionale dei Vintage Computer Festival, presenti in Europa e negli Stati Uniti.
La visita può essere l'occasione per scoprire Nettuno, borgo marinaro del litorale laziale a circa un'ora da Roma, con il suo Borgo Medievale, il Forte Sangallo e il Santuario di Santa Maria Goretti. Insieme alla vicina Anzio, la città è una meta consueta del turismo balneare romano, particolarmente piacevole in primavera quando le spiagge non sono ancora affollate.
Con l'edizione 2026 il Vintage Computer Festival Italia ha lasciato Roma per il litorale laziale, trovando all'Istituto Tecnico "Emanuela Loi" di Nettuno uno spazio più ampio e una vocazione didattica rafforzata dalla collaborazione con la scuola ospitante. Due giornate, sabato 23 e domenica 24 maggio, con oltre 800 metri quadrati dedicati alla storia del personal computer dagli anni Settanta alla fine degli anni Novanta.
Tutte le macchine esposte erano perfettamente funzionanti e liberamente utilizzabili dai visitatori : Apple I, Olivetti Programma 101, IMSAI 8080, Altair 8800, Commodore 64, Amiga, ZX Spectrum, insieme a sistemi operativi d'epoca, console e periferiche rare. Il programma ha alternato la visita libera a quattro mini conferenze, dalla storia dell'informatica alla cultura hacker, dal confronto Olivetti-Apple alla sicurezza delle reti. L'ingresso è stato gratuito per entrambe le giornate.
Istituto Tecnico "Emanuela Loi", via Emanuela Loi 6, 00048 Nettuno (Città metropolitana di Roma Capitale, Lazio).
In treno : linea regionale FL8 Roma Termini–Nettuno, circa un'ora di viaggio; dalla stazione di Nettuno si prosegue in autobus urbano o taxi. In auto : da Roma via SS148 Pontina fino a Latina, poi direzione Nettuno, oppure via Via Nettunense da Albano Laziale. In aereo : aeroporto di Roma Fiumicino, a circa 60 km.
Ingresso gratuito per tutti, senza prenotazione. Manifestazione adatta alle famiglie e alle scolaresche.
Le conferenze hanno posti limitati : conviene arrivare con qualche minuto di anticipo. La domenica mattina è il momento più tranquillo per provare con calma le macchine esposte.
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Istituto Tecnico "Emanuela Loi"
Via Emanuela Loi 6, 00048 Nettuno