La danza contemporanea nei siti archeologici e nei borghi della provincia di Salerno
Il Salerno Danza Festival è una delle rassegne di danza contemporanea più riconosciute del Mezzogiorno. La sua caratteristica è semplice e radicale: rinunciare quasi del tutto alla sala teatrale tradizionale per portare i corpi dei danzatori dentro musei archeologici, chiostri monumentali, giardini di ulivi e piazze di borgo. Il luogo non è un contenitore, ma un vero interlocutore dello spettacolo: la pietra, la luce dell'estate e il paesaggio entrano nella coreografia e la trasformano.
La manifestazione è ideata e curata dal CDTM — Circuito Danza Teatro e Musica, presieduto da Claudio Malangone, con il riconoscimento del Ministero della Cultura e il sostegno della Regione Campania. Dal 2025 la direzione artistica è affidata a Luigi Aruta, coreografo e curatore under 35, che ha impostato un nuovo triennio di programmazione.
Il titolo scelto per questo ciclo, ripreso dal poema di Lucrezio, indica una direzione precisa: interrogare il rapporto fra l'essere umano e la natura attraverso il movimento. Da qui la scelta di sedi che sono esse stesse un incontro fra storia e paesaggio — la necropoli etrusco-campana di Pontecagnano, gli ulivi di Ascea a due passi dall'antica Velia, il grande complesso certosino di Padula nel Vallo di Diano — e una programmazione che alterna maestri riconosciuti, compagnie internazionali e autori emergenti.
L'edizione 2026 si articola su sei tappe che attraversano quasi tutta la provincia:
Ogni anno il cartellone mette in dialogo una ventina di formazioni. Accanto alle compagnie italiane — da Roma, Firenze, Torino, Milano, Modena, Napoli e Caserta — arrivano gruppi da Francia, Spagna, Svizzera, Germania e Albania, con prime nazionali e assolute. Ampio spazio è riservato anche alla scena campana emergente, con progetti di residenza e di sostegno alla giovane coreografia come C.R.E.A.RE Campania.
Il festival ha il suo baricentro nel capoluogo, il Comune di Salerno, ma vive nella provincia: è un'occasione per scoprire in una sola estate luoghi che raramente stanno nello stesso itinerario. Il Cilento con le sue spiagge e i borghi di collina, il Vallo di Diano con la Certosa più grande d'Italia, la piana del Sele con i suoi parchi archeologici. Chi segue più tappe attraversa la Campania meridionale in tutte le sue forme, fermandosi la sera in paesi dove la cucina resta quella delle case: fichi bianchi del Cilento, alici di menaica, mozzarella di bufala, olio delle colline interne.
Il Salerno Danza Festival non è una vetrina di grandi nomi commerciali: è un progetto curatoriale che chiede allo spettatore un po' di curiosità e restituisce esperienze difficili da replicare altrove. Vedere una coreografia contemporanea al tramonto fra gli ulivi di Velia, o nel chiostro di una certosa seicentesca, è un modo diverso di guardare sia la danza sia il patrimonio. Ed è, per molti dei borghi coinvolti, uno dei pochi appuntamenti culturali di respiro internazionale dell'anno.
Presentata a metà giugno 2026, l'edizione «De Rerum Natura» ha confermato la formula itinerante del festival: nessun palcoscenico unico, ma sei sedi diverse scelte fra musei archeologici, piazze storiche, teatri di paese e monumenti. La direzione artistica di Luigi Aruta ha costruito un cartellone che alterna maestri della scena contemporanea, compagnie internazionali e giovani autori, con l'idea dichiarata di far diventare i luoghi «veri protagonisti dell'esperienza artistica» e non semplici contenitori.
Il festival è un progetto del CDTM — Circuito Danza Teatro e Musica, riconosciuto dal Ministero della Cultura e sostenuto dalla Regione Campania. Fra le novità del 2026 anche il progetto speciale «L'Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio», realizzato con la Direzione regionale Musei nazionali Campania, che ha messo in relazione la danza contemporanea con le tecnologie digitali applicate al patrimonio.
Il calendario ha subito qualche aggiustamento in corso d'opera con l'aggiunta di nuovi appuntamenti fra Camerota e Sala Consilina.
Il festival è itinerante nella provincia di Salerno: Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, Piazza Andrea Maio a Gioi, Giardino degli Ulivi ad Ascea, Teatro Mario Scarpetta e auditorium di Santa Maria delle Grazie a Sala Consilina, Teatro Kamaraton a Camerota, Certosa di San Lorenzo a Padula.
Gli orari cambiano da sede a sede e non esiste un unico botteghino centrale: conviene verificare il programma aggiornato sui canali del CDTM e sulle pagine Facebook e Instagram del festival, oppure informarsi presso i Comuni ospitanti.
Molte rappresentazioni si tengono all'aperto su terreno naturale o lastricato: sono utili scarpe comode e una felpa leggera per le serate nel Cilento interno. Le sedi sono distanti fra loro decine di chilometri, quindi per seguire più tappe è quasi indispensabile l'auto.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Sedi diffuse in provincia di Salerno