Il rito solenne della Settimana Santa aquilana tra le vie del centro storico
La Processione del Venerdì Santo, conosciuta da tutti come Processione del Cristo Morto, è una delle tradizioni religiose più radicate del capoluogo abruzzese. Nel cuore del centro storico dell'Aquila, in provincia dell'Aquila e nel cuore dell'Abruzzo, il rito trasforma la sera del Venerdì Santo in un lungo momento di raccoglimento collettivo: le luci pubbliche si abbassano, il corteo avanza lento e la città intera partecipa in silenzio al cammino del dolore e della speranza.
Le radici della devozione affondano molto lontano: le prime testimonianze dei simulacri della Passione risalgono al 1505. La processione moderna, quella che ancora oggi percorre le vie cittadine, nasce invece nel 1954 per iniziativa del seminarista Nicola Roccioletti. Da allora il rito si è rinnovato ogni anno, interrotto soltanto da eventi eccezionali come il terremoto del 2009 e la pandemia. Un filo ininterrotto che lega generazioni di aquilani e che rende questo appuntamento un pilastro dell'identità cittadina.
Ciò che rende unica la processione aquilana è la scelta di affidare le effigi della Passione all'arte moderna. La maggior parte dei simulacri porta la firma dell'artista Remo Brindisi: il Cristo Morto, la Vergine Addolorata e l'Angelo con il calice sfilano tra la folla come opere d'arte contemporanea, restaurate con cura nel tempo anche grazie all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila. I simulacri, custoditi nella Basilica di San Bernardino, vengono esposti ai fedeli nei giorni che precedono e seguono il rito.
Ad accompagnare il corteo è il Coro del Venerdì Santo, ensemble che riunisce le corali cittadine aquilane. Le voci intonano il Miserere e i canti della tradizione, dando voce al lutto e alla meditazione. È questa colonna sonora, insieme al buio e ai lumi, a rendere l'esperienza indimenticabile per chi vi assiste.
L'organizzazione è curata dall'associazione laica dei Cavalieri del Venerdì Santo, che dal 2000 si occupa del rito e della manutenzione dei simulacri, in collaborazione con i frati della Basilica di San Bernardino e con numerose realtà cittadine. La processione è preceduta il Giovedì Santo dai riti liturgici in cattedrale e nella Messa in Coena Domini, con la Lavanda dei piedi ai membri della scorta d'onore.
La 70ª edizione della Processione del Venerdì Santo si è svolta venerdì 3 aprile 2026, con partenza alle ore 20:00 dalla Basilica di San Bernardino. L'appuntamento ha assunto un valore particolare perché caduto nell'anno in cui L'Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026.
Il corteo ha portato in processione i simulacri restaurati della Passione — il Cristo Morto, la Vergine Addolorata e l'Angelo con il calice — accompagnati dal Coro del Venerdì Santo, ensemble delle corali aquilane. Il giorno precedente, Giovedì Santo, si sono svolti i riti liturgici con la Lavanda dei piedi alla scorta d'onore.
Il corteo è stato accompagnato dal Coro del Venerdì Santo, ensemble delle corali aquilane diretto dal maestro Carlo Mantini e coordinato dal maestro Enzo Vivio, con l'esecuzione del Miserere.
I simulacri sono stati esposti ai fedeli nella Basilica di San Bernardino fino al 12 aprile.
L'Aquila è raggiungibile in auto tramite l'autostrada A24/A25 (uscita L'Aquila Ovest o Est). In treno la stazione dell'Aquila è collegata a Sulmona e Terni; numerosi bus regionali collegano la città a Roma e Pescara. Il centro storico è pedonale: consigliato lasciare l'auto nei parcheggi esterni.
Il corteo attraversa il centro storico partendo dalla Basilica di San Bernardino. I punti migliori per assistere sono piazza San Bernardino, piazza Palazzo, piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele. Si consiglia di arrivare con anticipo per trovare posto lungo il percorso.
L'evento è gratuito e all'aperto. Durante la processione vengono disposte modifiche alla viabilità nel centro storico. Vestirsi in modo adeguato alla stagione e al carattere solenne del rito.
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Basilica di San Bernardino