Tragedia greca e danza contemporanea nella cavea degli Scavi di Pompei
Per poche sere d'estate la cavea degli Scavi di Pompei smette di essere soltanto un monumento e torna alla sua funzione originaria: accogliere spettatori. È questo il senso di Pompeii Theatrum Mundi, la rassegna estiva che dal 2017 il Teatro di Napoli - Teatro Nazionale realizza insieme al Parco Archeologico di Pompei, nel Comune di Pompei, in provincia di Napoli, in Campania.
La formula è rimasta la stessa negli anni: pochi titoli, tutti di rilievo internazionale, ognuno replicato per due o tre sere. Non si tratta di ospitare spettacoli già pronti e in tournée, ma di chiamare registi e coreografi a misurarsi con un luogo che non perdona: la pietra, l'aria della sera, il profilo del Vesuvio alle spalle del pubblico. Molti degli allestimenti che passano da qui sono prime nazionali o creazioni pensate proprio per questa cavea.
L'edizione 2026 si è svolta dal 18 giugno al 12 luglio, con quattro titoli distribuiti su undici serate: tre testi del repertorio greco e una creazione di danza contemporanea. La direzione artistica è affidata a Roberto Andò, mentre il Parco Archeologico di Pompei è diretto da Gabriel Zuchtriegel.
Il Teatro Grande è uno dei più antichi teatri in muratura del mondo romano: la cavea, addossata al pendio naturale, risale in origine all'età sannitica e fu poi rimaneggiata in epoca augustea. Dopo l'eruzione del 79 d.C. rimase sepolto per secoli sotto la cenere; oggi torna ad accogliere il pubblico, con una capienza contenuta che rende l'ascolto sorprendentemente vicino a quello antico. Chi si siede sulla gradinata guarda la scena e, subito oltre, il paesaggio vesuviano: è questa doppia visione a rendere la serata diversa da qualsiasi altra rappresentazione all'aperto.
La rassegna nasce dall'incontro fra un'istituzione teatrale e un'istituzione archeologica, e questa è la sua cifra: il sito non viene usato come semplice scenografia, ma come interlocutore drammaturgico. Le produzioni coinvolte negli anni comprendono i maggiori Teatri Nazionali italiani, l'INDA di Siracusa e compagnie di danza internazionali, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Campania e del Comune, e in dialogo con il Campania Teatro Festival.
Per chi arriva da fuori regione la combinazione più naturale è una visita pomeridiana agli Scavi seguita dallo spettacolo serale: il sito è raggiungibile in treno da Napoli e da Salerno e non richiede l'auto. Qualche accorgimento rende la serata più comoda.
Il 2026 ha segnato la nona edizione della rassegna promossa dal Teatro di Napoli - Teatro Nazionale e dal Parco Archeologico di Pompei, con la direzione artistica di Roberto Andò. Quattro titoli, ciascuno replicato per due o tre sere, hanno occupato la cavea del Teatro Grande fra la seconda metà di giugno e la prima metà di luglio.
Ad aprire è stato il repertorio greco con Le Baccanti di Euripide nella lettura del regista greco Theodoros Terzopoulos, seguito dalla creazione coreografica L.A.V.A., firmata da Emio Greco e Pieter C. Scholten con Roberto Zappalà e presentata in prima nazionale in una versione pensata per questo spazio. Luglio ha portato l'Alcesti di Euripide diretta da Filippo Dini e I Persiani di Eschilo nella regia del catalano Àlex Ollé, del collettivo La Fura dels Baus.
Le quattro proposte hanno coinvolto alcune delle principali istituzioni teatrali italiane ed europee: Emilia Romagna Teatro ERT, il Teatro di Roma, la Attis Theatre Company, ICK Dans Amsterdam e Scenario Pubblico, l'INDA - Istituto Nazionale del Dramma Antico e il Teatro Stabile del Veneto. Un impianto produttivo che conferma la vocazione internazionale della rassegna e il ruolo del Teatro Grande come laboratorio del contemporaneo dentro un sito archeologico.
Teatro Grande, all'interno degli Scavi di Pompei. L'ingresso del pubblico avviene dal varco di Piazza Esedra (Piazza Porta Marina Inferiore), 80045 Pompei, provincia di Napoli.
Vendita online su Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro di Napoli, Piazza Eduardo De Filippo 20, Napoli (tel. 081 292030). Intero 35 euro, ridotto 30 euro, studenti e universitari 15 euro; Theatrum Card a 90 euro per quattro ingressi singoli oppure due ingressi in coppia.
Arrivare almeno mezz'ora prima dell'inizio: il varco è unico e il flusso di pubblico si concentra tutto insieme. La gradinata è in pietra, quindi un cuscino è più che utile; la sera, anche in piena estate, l'aria si rinfresca.
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Teatro Grande - Parco Archeologico di Pompei
Piazza Porta Marina Inferiore, 80045 Pompei