Il cinema breve internazionale che interroga la percezione del Tempo, fra spazi indipendenti di Roma
Il Festival del Tempo nasce nel 2020 da un'idea di Roberta Melasecca, architetto e curatrice, come primo evento italiano dedicato a indagare, attraverso l'arte e la cultura, la natura del Tempo e il modo in cui lo percepiamo. Dopo le prime edizioni ospitate a Sermoneta, nel basso Lazio, la manifestazione ha ampliato progressivamente il proprio raggio d'azione fino ad approdare a Roma, dove nel 2026 si è svolta la settima edizione della sezione Short Film, dal 27 maggio al 30 giugno.
La rassegna è promossa dall'associazione culturale blowart e si avvale del patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale, con la collaborazione del Municipio VII e di Cittadellarte Fondazione Pistoletto. Non si tratta di un festival di piazza né di una vetrina commerciale: è una rassegna d'autore, costruita su un dialogo serrato fra cinema breve, arte contemporanea e riflessione filosofica.
Per l'edizione 2026 la direzione artistica ha esaminato 2582 candidature arrivate da ogni continente tramite la piattaforma internazionale FilmFreeway, per arrivare a una selezione ufficiale di 48 film distribuiti in sei categorie: cortometraggio, animazione, film sperimentale e videoarte, videoclip musicale, documentario breve e documentario lungo.
La formula del festival è itinerante e rifiuta la sala tradizionale: le proiezioni si distribuiscono in una rete di luoghi indipendenti della città , ognuno con una propria identità . Lo Studio Campo Boario, nel quartiere Testaccio, ospita le serate inaugurali; la Kou Gallery, l'AAIE Center for Contemporary Art e il Logical Space accolgono le altre proiezioni e la serata di gala; infine il nuovo blowart contemporary space chiude la manifestazione con la replica dei film premiati.
Questa scelta non è casuale: attraversare Roma da un capo all'altro, passando dagli ex mattatoi di Campo Boario alle gallerie del centro storico, fa parte dell'esperienza stessa del festival, che invita lo spettatore a misurare il tempo del proprio spostamento nella città .
I riconoscimenti sono assegnati da una giuria tecnica e dal pubblico presente in sala. Vengono premiati il miglior film per ogni categoria, oltre ai premi per la miglior regia, il miglior attore o attrice e la migliore sceneggiatura, ai quali si aggiungono i premi speciali della giuria. La giuria 2026 era composta da Silvia Di Tosti, Alberto D'Amico, Claudio Di Patre e dalla stessa direttrice artistica Roberta Melasecca.
In una Regione, il Lazio, in cui l'offerta cinematografica estiva è dominata dalle arene all'aperto e dalle grandi rassegne generaliste, il Festival del Tempo occupa una nicchia preziosa: quella del cinema di ricerca, della videoarte e del documentario d'autore. Le proiezioni sono seguite da incontri con i registi e da conversazioni sui film selezionati, in un formato raccolto che permette un contatto diretto fra autori e pubblico. È un appuntamento pensato per chi cerca a Roma qualcosa di diverso dal circuito commerciale, e per chi ha voglia di scoprire spazi culturali indipendenti che restano attivi tutto l'anno.
L'edizione 2026 ha segnato l'approdo pieno del Festival del Tempo nella Capitale, con una formula distribuita su cinque sedi indipendenti e oltre un mese di programmazione. Le sei categorie in concorso — cortometraggio, animazione, sperimentale e videoarte, videoclip, documentario breve e documentario lungo — hanno raccontato una geografia internazionale amplissima, dall'Australia al Messico, dal Giappone al Libano, con una presenza italiana particolarmente forte nella sezione documentari.
Le proiezioni si sono concentrate fra il 27 maggio e il 6 giugno, per poi lasciare spazio alla serata di gala del 10 giugno e alle conversazioni con gli autori di fine giugno. Tutte le serate erano a ingresso gratuito, secondo la linea che il festival mantiene da anni.
Silvia Di Tosti, Alberto D'Amico, Claudio Di Patre e Roberta Melasecca, direttrice artistica del festival.
Lo Studio Campo Boario si trova in Viale del Campo Boario 4A, nel quartiere Testaccio: si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, poi dieci minuti a piedi, oppure con il tram 3. Le altre sedi (Kou Gallery in Via della Barchetta 13, AAIE Center in Via Sermide 7, Logical Space in Via dei Santi Quattro 27, blowart contemporary space in Via dei Savorelli 34a) sono tutte servite dai mezzi pubblici urbani. Chi arriva in treno scende a Roma Termini o Roma Ostiense.
Le proiezioni serali sono a ingresso gratuito. Gli orari variano a seconda della sede, generalmente fra le 18.00 e le 21.00; la rassegna finale dei film premiati si svolge con orario continuato dalle 10.00 alle 21.00.
Il programma dettagliato e la selezione ufficiale sono pubblicati sul sito www.festivaldeltempo.it. Per informazioni: [email protected], tel. +39 349 4945612.
Gli spazi sono di dimensioni contenute: conviene arrivare con un po' di anticipo, soprattutto per le serate inaugurali e per la premiazione. Testaccio e Ostiense offrono un'ottima scelta di trattorie e locali per la cena prima o dopo la proiezione.
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Studio Campo Boario, Kou Gallery, AAIE Center for Contemporary Art, Logical Space, blowart contemporary space
Viale del Campo Boario 4A, 00154 Roma