La festa invernale della compatrona di Carosino, ogni 17 febbraio
A Carosino, borgo agricolo della Provincia di Taranto incastonato tra i vigneti del Primitivo nel cuore della Puglia, il 17 febbraio è una data che si porta dentro. È il giorno dei festeggiamenti invernali della Madonna delle Grazie, la Vergine venerata come compatrona del paese e custodita nella Chiesa Madre, dove si trova il suo cappellone. Una devozione popolare che attraversa i secoli e che ogni anno chiama la comunità a riunirsi attorno al simulacro.
La Madonna delle Grazie a Carosino si celebra due volte l'anno. C'è la grande festa pasquale di aprile, la più imponente, legata secondo la tradizione al prodigioso intervento della Vergine che nel 1462 avrebbe salvato il borgo dalle incursioni. E c'è, in pieno inverno, questa celebrazione del 17 febbraio: più raccolta, meno spettacolare, ma non meno partecipata. È la festa «di casa», quella dei carosinesi, che rinnova il legame antico con la propria protettrice lontano dai grandi flussi di visitatori.
Il ritmo della giornata è quello della tradizione. Al mattino si susseguono le sante messe, mentre nel tardo pomeriggio la comunità si raccoglie per la messa solenne presieduta dal parroco, alla presenza delle autorità civili e religiose. Al termine della celebrazione prende il via il momento più atteso: la processione con il simulacro della Madonna delle Grazie, che percorre le vie del centro accompagnata dalla banda musicale «Giuseppe Verdi» di Sava. Il corteo attraversa il paese fino al rientro in Chiesa Madre, salutato lungo il percorso dai tradizionali fuochi d'artificio.
Secondo il racconto locale, la devozione carosinese affonda le radici in un'apparizione della Vergine a un pastorello sordomuto di nome Fortunato, memoria tramandata di generazione in generazione anche là dove i riscontri documentali si sono perduti. Al di là della leggenda, la festa invernale resta un tassello identitario per il Comune di Carosino: un momento di preghiera, di ritrovo e di appartenenza che il triduo di preparazione accompagna nei giorni precedenti.
Chi cerca l'autenticità delle feste religiose del Salento tarantino trova qui una celebrazione genuina, priva di sovrastrutture turistiche. La processione serale che attraversa il borgo illuminato, il suono della banda tra i vicoli e i botti che squarciano il cielo di febbraio raccontano una Puglia devozionale e popolare che continua a vivere.
Il 17 febbraio 2026 Carosino ha rinnovato la sua devozione invernale verso la Madonna delle Grazie. La giornata si è aperta con le sante messe delle 8:30 e delle 10:30 nella Chiesa Madre, per poi raccogliersi in serata attorno alla messa solenne delle 18:30, presieduta dal parroco don Filippo Urso. Al termine della celebrazione, il simulacro della Vergine è stato portato in processione per le vie del paese, accompagnato dalla banda musicale «Giuseppe Verdi» di Sava, tra i tradizionali fuochi d'artificio, fino al rientro in Chiesa Madre.
Al termine della celebrazione serale, processione con il simulacro della Madonna delle Grazie per le vie del paese, accompagnata dalla banda musicale «Giuseppe Verdi» di Sava e chiusa dai fuochi d'artificio, con rientro in Chiesa Madre.
Ogni anno il 17 febbraio. Le celebrazioni si concentrano nell'arco della giornata, con culmine nella messa solenne serale e nella processione.
Le funzioni si svolgono nella Chiesa Madre Santa Maria delle Grazie di Carosino; la processione attraversa le vie del centro storico.
Carosino si trova a circa 20 km da Taranto, lungo la direttrice per Grottaglie e Manduria. In auto si raggiunge dalla SS7 ter e dalle provinciali locali; la stazione ferroviaria più vicina con collegamenti verso Taranto è quella della zona di Grottaglie/San Giorgio Jonico. Consigliata l'auto propria.
Ingresso libero e gratuito a tutte le celebrazioni.
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Chiesa Madre Santa Maria delle Grazie