La grande festa patronale invernale di Tortorici, tra i «nudi», la vara e i riti del fuoco
La Festa di San Sebastiano Martire è l'evento più importante di Tortorici, borgo dei Nebrodi in provincia di Messina, in Sicilia. San Sebastiano è patrono del paese fin dal Seicento e la sua festa, che si celebra principalmente a gennaio, costituisce il momento più atteso dell'anno per l'intera comunità tortoriciana, capace di richiamare in paese i numerosi emigrati e i devoti delle frazioni e dei comuni vicini.
Per la ricchezza dei suoi riti, la festa è iscritta dal 2008 nel REIS, il Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana (Libro delle Celebrazioni). Si tratta di un vero e proprio concentrato di pratiche rituali, processioni e manifestazioni di religiosità popolare che si snoda per circa venti giorni a partire dalla metà di gennaio, con un calendario fitto di appuntamenti che intreccia fede, tradizione e identità collettiva.
Il momento più emozionante è la processione del 20 gennaio. Dopo la solenne Messa, durante la quale il Sindaco consegna simbolicamente le chiavi della Città al Santo, il simulacro viene collocato sull'artistica vara e portato a spalla per le strette vie del centro storico dai «nudi»: diciotto devoti vestiti di bianco e a piedi scalzi, che adempiono così a un voto. Portare la vara è al tempo stesso un privilegio e un obbligo penitenziale. Anche le donne, scalze e vestite di bianco con il capo coperto, accompagnano il Santo. La tradizione rievoca il miracoloso ritrovamento delle reliquie legato all'alluvione del 1682, quando due pellegrini provenienti da Roma furono fermati presso il torrente Calagni.
Partecipare alla Festa di San Sebastiano significa immergersi in una delle più autentiche tradizioni della provincia di Messina e dell'intera Sicilia. Tra il calore della devozione popolare, i suoni dei tamburi, il profumo dell'alloro e l'atmosfera dei vicoli del centro storico, l'evento offre al visitatore un'esperienza unica di fede e cultura nebroidea.
La Festa di San Sebastiano 2026 ha confermato il suo ricco programma di riti. Dopo la bula (il sabato vicino al 13 gennaio) con la fiaccolata e il salto del fuoco, e la sfilata dell'alloro, il 18 gennaio si è rinnovata la fuitina da vara con la vestizione del simulacro e la distribuzione dei pani benedetti. Il 19 gennaio si è tenuta la processione delle reliquie.
Il momento culminante è stato il 20 gennaio: dopo la solenne Messa e la consegna delle chiavi della Città al Santo da parte del Sindaco, il simulacro è stato portato in processione per il centro storico sulla vara dai diciotto «nudi» scalzi e vestiti di bianco. Il ciclo si è chiuso con l'ottava di domenica 25 gennaio 2026.
Centro storico di Tortorici (ME), Sicilia. I riti si svolgono tra le principali chiese del paese (S. Maria Assunta, SS. Salvatore, San Nicolò) e le piazze del centro.
Ciclo dei festeggiamenti nella seconda metà di gennaio; giornata culminante il 20 gennaio. Una seconda festa si tiene tradizionalmente in primavera (maggio).
In auto: dall'autostrada A20 Messina-Palermo, uscita Rocca di Caprileone o Sant'Agata di Militello, quindi strade interne dei Nebrodi verso Tortorici. La stazione ferroviaria più vicina si trova sulla costa tirrenica.
Manifestazione religiosa e popolare gratuita e aperta a tutti.
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Centro storico di Tortorici