Quarantotto ore di prototipazione sulle tecnologie dual-use nella Capitale
Dal 3 al 5 luglio 2026 il European Defense Tech Hackathon arriva per la prima volta a Roma, nella Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio. L'appuntamento è organizzato dall'European Defense Tech Hub (EDTH) insieme all'ecosistema di innovazione Zest, con il supporto di InnovUp, e porta nella Capitale oltre 150 hacker provenienti da tutta Europa e non solo. Non è un festival musicale né una sagra: è un evento di innovazione tecnologica, un formato ormai consolidato che in due anni ha generato più di trentacinque tappe europee, oltre quattrocento squadre e una quarantina di società nate direttamente dai prototipi presentati.
Il European Defense Tech Hub è nato all'inizio del 2024 da un'idea di Benjamin Wolba e Jonatan Luther-Bergquist, sul modello degli hackathon della difesa sperimentati in Silicon Valley. La prima tappa europea si è tenuta a Monaco di Baviera nel giugno 2024 con centocinquanta partecipanti e trentaquattro progetti. Da allora il circuito ha toccato Copenaghen, Parigi, Kyiv, Berlino, Londra, Praga, Bruxelles, Tallinn e, in Italia, Milano. La tappa romana del 2026 è dunque il debutto del formato nella Capitale, ed è pensata per mettere in contatto tecnologi, settore pubblico, investitori e operatori sul campo — un dialogo che in Italia era finora poco strutturato.
I partecipanti lavorano su sfide preparate dagli organizzatori oppure portano un progetto proprio. I temi annunciati per la tappa di Roma riguardano alcune delle aree più delicate della tecnologia dual-use contemporanea:
Ogni squadra, composta di norma da due a sei persone, ha quarantotto ore per costruire un prototipo funzionante. Sul posto sono disponibili stampanti 3D, postazioni di saldatura e componentistica; i mentori — professionisti che hanno lavorato sul campo, ingegneri di aziende della difesa e investitori — seguono i gruppi per verificare che le soluzioni rispondano a problemi reali e non a esercizi teorici.
La particolarità del circuito EDTH è la continuità: gli hackathon non si esauriscono nel fine settimana. Circa quaranta squadre passate dalle varie tappe hanno costituito una società. Il caso più citato è quello di Zero Industries, nata da un prototipo di sistema di posizionamento visivo basato su intelligenza artificiale per droni autonomi in ambienti privi di segnale GPS. Chi partecipa alla tappa romana entra inoltre nella EDTH Community, che dà accesso per un anno ai demo day delle altre tappe europee, ai webinar, alle sessioni di networking e al New Defense Summit.
La scelta di Roma non è casuale. La Capitale concentra istituzioni, centri di ricerca e una parte rilevante dell'industria aerospaziale e della difesa italiana, oltre a un tessuto crescente di startup deep tech che negli ultimi anni ha trovato nel Lazio uno dei poli più dinamici del Paese. Portare qui un formato nato in Germania e cresciuto fra Kyiv e Londra significa collegare l'ecosistema italiano a una rete continentale già strutturata.
L'accesso è regolato da candidatura. Il biglietto Hacker richiede l'approvazione degli organizzatori; il biglietto Mentor è su invito; esiste infine un accesso Community Visitor, riservato ai membri della EDTH Community, che consente di assistere al Demo Day della domenica. La sede esatta viene comunicata ai soli iscritti confermati, secondo la prassi abituale del circuito.
La tappa di Roma si è svolta dal 3 al 5 luglio 2026 con oltre centotrenta iscritti confermati alla vigilia e un obiettivo dichiarato di più di centocinquanta hacker. L'organizzazione è stata curata dall'European Defense Tech Hub insieme a Zest, con il coinvolgimento di InnovUp per la parte di ecosistema startup italiano.
Le squadre hanno lavorato su sfide preparate dagli organizzatori — anti-UAS, SIGINT, intercettori autonomi, comunicazioni in ambienti degradati — oppure su progetti propri, con il supporto di mentori esperti. La domenica pomeriggio i gruppi hanno presentato i prototipi in pitch da pochi minuti davanti a una giuria di operatori, aziende della difesa e investitori.
Roma è servita dagli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, collegati al centro da treno e navetta, e dalle stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina per l'alta velocità. La sede precisa dell'hackathon viene comunicata via e-mail ai partecipanti confermati: conviene attendere la conferma prima di prenotare gli spostamenti interni.
Candidature e biglietti sulla pagina ufficiale dell'evento (luma.com/edth-2026-rome). Il posto non è garantito: la partecipazione come hacker è soggetta a selezione.
Portare il proprio portatile e l'eventuale hardware personale; pasti e snack notturni sono previsti dagli organizzatori durante le quarantotto ore. Chi vuole solo assistere alle presentazioni può puntare alla domenica pomeriggio, quando si tengono i pitch e la premiazione.
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