Il format internazionale di MIT Technology Review sulle tecnologie emergenti, a Roma
EmTech è il format che MIT Technology Review porta da anni nelle principali città del mondo per raccontare le tecnologie emergenti prima che diventino mainstream. Dal 2025 la manifestazione ha una sua tappa italiana: EmTech Italy, organizzata da MIT Technology Review Italia insieme all'Università Campus Bio-Medico di Roma, nel Comune di Roma, Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
La sede è il Cu.Bo — acronimo di CUltural BOx —, il learning center dell'ateneo inaugurato in via Álvaro del Portillo, nella zona di Trigoria, alla periferia sud della Capitale. Oltre diecimila metri quadrati fra auditorium, aule dinamiche, centro di simulazione e spazi di studio: un contenitore già pensato per la didattica innovativa che si presta naturalmente a ospitare un evento sulle tecnologie del futuro.
Se la prima edizione aveva messo al centro il dialogo fra Human & Tech, la seconda ha spostato l'accento su Tech for Humanity: non più solo interrogarsi su come l'uomo convive con la tecnologia, ma chiedersi come l'innovazione possa essere progettata fin dall'inizio per rispondere alle grandi sfide collettive. È un cambio di prospettiva che attraversa tutto il programma e che rende EmTech Italy qualcosa di più di una rassegna tecnologica.
Il format alterna keynote, tavole rotonde e sessioni di approfondimento, con oltre cinquanta relatori provenienti dal mondo accademico, scientifico e industriale, italiani e internazionali. Fra i nomi passati dal palco romano ci sono ricercatori del MIT come Tomaso Poggio e Mercedes Balcells-Camps, l'economista Philippe Aghion, premio Nobel per l'economia nel 2025, l'esperto di economia delle piattaforme Sangeet Paul Choudary, oltre ai vertici dell'ateneo ospitante e a rappresentanti delle istituzioni regolatorie italiane.
Una delle cifre distintive di EmTech Italy sono le demo dal vivo, che portano in sala prototipi altrimenti confinati nei laboratori. Fra questi l'esoscheletro robotico per gli arti inferiori TWIN, sviluppato dall'Istituto Italiano di Tecnologia con il Centro Protesi INAIL, e AlterEgo, l'avatar robotico teleoperato nato dalla collaborazione fra IIT e Università di Pisa, pensato per l'assistenza e l'esplorazione di ambienti ostili.
EmTech Italy si appoggia a una rete ampia di partner: Intesa Sanpaolo e Takeda come main partner, e poi imprese e associazioni come argenx, A2A, Bracco, Cisco, Enel, IBM, Poste Italiane e Federchimica Assobiotec. L'evento dialoga inoltre con Rome Technopole, l'ecosistema dell'innovazione che mette in rete atenei, centri di ricerca e imprese del Lazio: un segnale di come Roma stia provando a costruire una propria identità come polo tecnologico, accanto alla vocazione storico-artistica che la rende celebre nel mondo.
Il pubblico è quello dei professionisti: manager, ricercatori, clinici, investitori, studenti dei corsi avanzati, giornalisti specializzati. Le sessioni si tengono in italiano e in inglese, con traduzione simultanea, e l'accesso avviene tramite registrazione a pagamento. Non è dunque una manifestazione popolare all'aperto, ma un congresso internazionale ad alta densità di contenuti, che però ha già dimostrato di saper attirare oltre milletrecento partecipanti alla sua prima uscita.
Dopo l'esordio del 2025, EmTech Italy è tornata a Roma il 14 e 15 aprile 2026, di nuovo al Cu.Bo dell'Università Campus Bio-Medico. Il tema scelto, «Tech for Humanity», ha segnato un cambio di prospettiva rispetto alla prima edizione: non più soltanto il rapporto fra uomo e tecnologia, ma l'idea che l'innovazione vada progettata fin dall'origine per rispondere alle sfide collettive — transizione energetica, evoluzione dei sistemi sanitari, sostenibilità, trasformazione del lavoro.
Il programma ha alternato interventi magistrali, panel e sessioni di approfondimento, con una parte dedicata alle dimostrazioni dal vivo che ha portato in sala prototipi di robotica assistiva. Fra i temi più discussi, l'intelligenza artificiale applicata a salute, medicina e biotech, e la cosiddetta Quantum Era, con il calcolo quantistico presentato come una delle frontiere più promettenti della ricerca contemporanea.
L'edizione 2026 si è articolata su due giornate piene, con keynote in plenaria, tavole rotonde tematiche, sessioni di approfondimento e demo dal vivo, in italiano e inglese con traduzione simultanea.
In totale oltre cinquanta relatori provenienti dal mondo accademico, scientifico e industriale.
Cu.Bo (CUltural BOx), Università Campus Bio-Medico di Roma, via Álvaro del Portillo 21, 00128 Roma — zona Trigoria, quartiere sud della Capitale.
In auto: uscita 26 del Grande Raccordo Anulare (Pontina/Castel Romano), poi indicazioni per Trigoria; parcheggio disponibile nel campus. In treno: stazione di Roma Termini, poi metro linea B fino a Laurentina e bus di collegamento verso Trigoria. In aereo: Aeroporto di Roma Fiumicino a circa 30 km, Ciampino a circa 15 km.
L'accesso è a pagamento con registrazione online sul sito ufficiale. Per l'edizione 2026 erano previste tariffe scalari: Super Early Bird 450 €, Early Bird 700 €, Standard 1.050 €. Tariffe agevolate sono generalmente riservate a studenti e personale accademico.
Conviene registrarsi con largo anticipo per approfittare delle tariffe ridotte e consultare l'agenda online, che viene aggiornata fino a pochi giorni dall'apertura. Per chi arriva da fuori Roma, la zona dell'EUR offre la scelta alberghiera più comoda e ben collegata al campus.
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Cu.Bo (CUltural BOx) — Università Campus Bio-Medico di Roma
Via Álvaro del Portillo 21, 00128 Roma