Quattro giorni di cultura ebraica nel cuore del Ghetto di Roma
Ebraica - Festival Internazionale di Cultura si svolge ogni anno a giugno nel rione Sant'Angelo, il Ghetto di Roma, nel Comune di Roma Capitale, in provincia di Roma e nella Regione Lazio. Il cuore della manifestazione è il Palazzo della Cultura di Via del Portico d'Ottavia, a pochi passi dalla Sinagoga Maggiore e dai resti archeologici del Portico d'Ottavia: un contesto che da solo racconta la stratificazione unica di questa parte della città.
Promosso dalla Comunità Ebraica di Roma, il festival è curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella, e si è affermato negli anni come uno degli appuntamenti culturali più seguiti dell'estate romana. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti, con prenotazione obbligatoria online.
La comunità ebraica di Roma è la più antica dell'Europa occidentale: la sua presenza continua nella città risale al II secolo a.C. Il Ghetto fu istituito nel 1555 e rimase in vigore fino al 1870, lasciando un'eredità profonda nel tessuto urbano, nella lingua giudaico-romanesca, nella cucina e nella memoria collettiva del quartiere. Ebraica nasce proprio per rendere questo patrimonio accessibile a tutti, non come materia da museo ma come cultura viva, capace di interrogare il presente.
Ogni edizione ruota attorno a un tema che dà unità alle quattro serate. Il programma alterna registri e linguaggi diversi:
Gli appuntamenti si concentrano nel tardo pomeriggio e in serata, quando il quartiere si riempie di pubblico e le vie attorno a Via del Portico d'Ottavia si animano. Molti visitatori uniscono il festival a una passeggiata nel rione e a una cena nei ristoranti della zona, dove la cucina giudaico-romanesca è di casa: i carciofi alla giudia, la concia di zucchine, il baccalà, i dolci di ricotta e visciole. È un modo naturale per completare l'esperienza culturale con quella gastronomica.
Pur nascendo da un'istituzione comunitaria, Ebraica è pensata come festival cittadino e internazionale: gli ospiti arrivano da diversi Paesi e il pubblico è composto in larga parte da romani e turisti senza alcun legame con la comunità. La manifestazione gode del sostegno di Roma Capitale e di partner istituzionali e privati, e rappresenta uno dei momenti in cui il Ghetto si apre più largamente alla città.
Chi visita Roma a giugno trova in Ebraica un'occasione rara: un festival gratuito, di livello alto, in una cornice storica straordinaria, che permette di capire dall'interno una delle componenti più antiche e meno raccontate dell'identità romana. Per chi vive in città, è l'appuntamento che ogni anno riporta al centro del dibattito pubblico temi di memoria, convivenza e responsabilità.
La XIX edizione di Ebraica - Festival Internazionale di Cultura ha scelto come filo conduttore la parola ebraica tikvàh, speranza. Un termine che nella tradizione ebraica va ben oltre l'ottimismo: la sua radice richiama l'immagine di una corda tesa, che lega il presente a ciò che deve ancora compiersi. Un tema affrontato in quattro serate al Palazzo della Cultura di Via del Portico d'Ottavia, nel cuore del quartiere ebraico di Roma.
Domenica 14 giugno — Apertura alle 19.00 con Difendiamo le parole, conversazione tra lo scrittore Erri De Luca e Maurizio Molinari sulla necessità di proteggere il linguaggio dall'aggressività e dalla disinformazione. Alle 20.00 inaugurazione della mostra fotografica Exodus. Le navi della speranza, dedicata all'Aliyah Bet e ai viaggi dei sopravvissuti verso la Palestina tra il 1945 e il 1948.
Lunedì 15 giugno — Alle 19.00 la lettura Due vite, una memoria di Dina Hassan, che ricostruisce la storia di una ragazza di Tripoli costretta a lasciare la Libia nel 1967. Alle 21.00 incontro su Leggere Lolita a Teheran con il regista Eran Riklis, seguito alle 21.30 dalla proiezione del film.
Martedì 16 giugno — Alle 19.00 presentazione del libro Ovunque sia casa di Ghila Piattelli, con la giornalista Lara Crinò, l'attore e regista Luca Barbareschi e Clelia Piperno. Alle 20.00 la storica Serena Di Nepi presenta Il ghetto di Roma. Storia di una comunità ebraica, tre secoli di vicende romane dal 1555 al 1870.
Mercoledì 17 giugno — Alle 19.00 La speranza al tempo dell'intelligenza artificiale, dialogo su tecnologia ed etica con Ruggero Raccah, Marco Panella, Clelia Piperno e Rav Ariel Di Porto. Chiusura alle 21.00 con C'era una volta il Ghetto, viaggio nella memoria ebraica romana tra canzoni romanesche e poesia, con Alberto Laurenti e Sandro Di Castro.
La partecipazione è stata libera e gratuita fino a esaurimento dei posti, con prenotazione obbligatoria online per ciascun appuntamento.
Palazzo della Cultura, Via del Portico d'Ottavia 73, 00186 Roma (rione Sant'Angelo, quartiere ebraico). Alcuni appuntamenti possono svolgersi in altri spazi del quartiere.
In autobus: linee lungo Lungotevere de' Cenci e Via Arenula (fermata Arenula/Ministero Grazia e Giustizia). In tram: linea 8, capolinea Piazza Venezia, poi cinque minuti a piedi. In metropolitana: linea B, fermata Circo Massimo o Colosseo, quindi autobus o venti minuti a piedi. In treno: da Roma Termini, autobus H o 40 fino a Largo di Torre Argentina. In auto: sconsigliata, l'area è in ZTL centro storico; conviene usare i parcheggi di scambio serviti dalla metropolitana.
La partecipazione è gratuita fino a esaurimento dei posti, con prenotazione obbligatoria online per ciascun appuntamento. I posti si esauriscono rapidamente per gli incontri con ospiti di richiamo: conviene prenotare appena il programma viene pubblicato.
Arrivare con almeno venti minuti di anticipo. Il quartiere si visita bene a piedi: la Sinagoga Maggiore con il Museo Ebraico di Roma, il Portico d'Ottavia e il Teatro di Marcello sono tutti nel raggio di poche centinaia di metri. Per cenare nella zona durante le serate del festival è consigliata la prenotazione.
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Palazzo della Cultura
Via del Portico d'Ottavia 73, 00186 Roma