Le danze delle Ande sfilano fra il Circo Massimo e le Terme di Caracalla
Il Carnevale Boliviano a Roma è la più grande manifestazione della comunità boliviana in Italia e uno degli appuntamenti più spettacolari del calendario delle feste delle comunità straniere nella Capitale. Ogni anno, in primavera, il Comune di Roma — nella Regione Lazio — concede alla sfilata uno dei suoi scenari più celebri: l'asse che collega il Circo Massimo, piazza di Porta Capena, viale delle Terme di Caracalla e piazzale Numa Pompilio. Per una giornata intera la passeggiata archeologica diventa un palcoscenico a cielo aperto, invaso da costumi ricamati, maschere, ombrelli, campanacci e bande di ottoni.
Il repertorio della sfilata romana riprende quello del Carnaval de Oruro, la grande festa dell'altopiano boliviano che l'UNESCO ha iscritto fra i Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell'umanità. Le fraternità che sfilano lungo le Terme di Caracalla portano a Roma le stesse coreografie tramandate da generazioni:
La manifestazione è curata dall'Asociación Comunidad Boliviana Roma (ACB Roma), presieduta da Fabiola Herrera, che segue l'evento con continuità dal 2012, insieme alla Federazione dei Gruppi Folkloristici Boliviani in Italia e con il sostegno dell'Ambasciata dello Stato Plurinazionale di Bolivia in Italia e dell'Ambasciata presso la Santa Sede. In corteo si ritrovano fraternità arrivate da tutta la penisola e non solo: gruppi romani, delegazioni da Genova, Bergamo e altre città italiane, oltre a filiali internazionali. Ogni edizione ha le sue autorità del folklore — la Regina del Carnevale, la Principessa, la Signora e il Mister del Folklore — che aprono la sfilata.
Non è un carnevale da tribuna: si cammina insieme al corteo, ci si ferma dove la banda attacca un pezzo, si mangiano salteñas e altre specialità andine ai banchetti che accompagnano la giornata. Il pubblico è misto — famiglie boliviane, romani incuriositi, turisti che scendono dal Palatino — e l'ingresso è completamente libero. Le strade interessate vengono chiuse progressivamente al passaggio dei partecipanti, quindi conviene arrivare a piedi o con i mezzi pubblici.
La Bolivia è una delle comunità straniere più radicate a Roma e questa sfilata è il suo momento di massima visibilità: una festa di integrazione più che una semplice esibizione folkloristica. Vedere la Diablada danzare davanti alle rovine delle Terme di Caracalla, con i colori rosso, giallo e verde della bandiera boliviana che si mescolano al travertino romano, è un'immagine che da sola vale la mattinata. Per chi non è mai stato in Sudamerica, è anche il modo più diretto per capire che cosa sia davvero il carnevale andino: non una parata turistica, ma un rito comunitario che qui, a migliaia di chilometri da Oruro, continua a essere celebrato con la stessa serietà.
L'edizione 2026, la XIV, ha celebrato i duecento anni della Repubblica di Bolivia. La sfilata è partita da piazza di Porta Capena, ha percorso viale delle Terme di Caracalla e si è sciolta in piazzale Numa Pompilio, trasformando l'area fra il Circo Massimo e le Terme di Caracalla in un palcoscenico a cielo aperto.
La manifestazione è stata curata da Fabiola Herrera, presidente dell'Asociación Comunidad Boliviana Roma (ACB Roma), insieme alla Federazione dei Gruppi Folkloristici Boliviani, con la partecipazione di rappresentanti del Comune di Roma (Mariano Angelucci) e delle due Ambasciate boliviane in Italia e presso la Santa Sede.
Percorso: partenza da piazza di Porta Capena → viale delle Terme di Caracalla → arrivo e scioglimento in piazzale Numa Pompilio (via del Circo Massimo).
Diablada, Morenada, Caporales, Tinku, Saya afroboliviana, Pujllay.
Metro B, fermata Circo Massimo (a pochi passi dal punto di partenza) oppure Colosseo. Numerose linee di autobus servono viale Aventino e piazza di Porta Capena. Sconsigliata l'auto: al passaggio del corteo le strade vengono chiuse progressivamente e sono previste deviazioni del traffico.
Ingresso libero e gratuito. La sfilata si svolge tipicamente di domenica mattina, con partenza intorno alle 9:00 e conclusione nel primo pomeriggio.
Portare acqua e cappello se la giornata è soleggiata: il percorso è quasi tutto allo scoperto. Il corteo è lento, quindi si può seguirlo a piedi da un capo all'altro. Ottimo evento per famiglie con bambini. Nei dintorni si possono abbinare la visita alle Terme di Caracalla, al Circo Massimo e al Giardino degli Aranci sull'Aventino.
Informazioni presso l'Ambasciata della Bolivia in Italia e l'Asociación Comunidad Boliviana Roma — email: [email protected]
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Circo Massimo — Viale delle Terme di Caracalla
Via del Circo Massimo, 00186 Roma