L'antico rito di fine inverno di Scontrone
Ogni anno, negli ultimi giorni di febbraio, il piccolo borgo di Scontrone, in provincia dell'Aquila, rinnova uno dei riti più suggestivi dell'Abruzzo interno: "Te cumpà me". Si tratta di un'antica cerimonia propiziatoria di fine inverno, dalle origini pagane, con cui la comunità dell'Alta Valle del Sangro saluta l'arrivo imminente della primavera e dà simbolicamente l'addio alla stagione fredda.
La tradizione affonda le sue radici nel culto della dea Pomona, divinità italica della campagna venerata dai Sanniti come protettrice dei giardini, dei frutteti e della fertilità della terra. Il rito è dunque il ricordo vivo di una religiosità agricola arcaica, un legame ininterrotto tra Scontrone e le sue radici sannitiche, con paralleli documentati anche nella vicina Alfedena.
Nei giorni della manifestazione, gruppi di figuranti travestiti percorrono le stradine e i vicoli del centro storico. Muniti di corni e campanacci, con lattine trasformate in tamburi e barattoli trascinati per terra, i partecipanti riempiono il borgo di un gran rumore di festa, cantando la formula dialettale che invoca la primavera: "Te cumpà me, ess marz ca mo se ne vè".
La sfilata dei pupazzi di paglia, realizzati dai ragazzi del paese, accompagna la processione fino alla piazza. Qui, nella serata conclusiva, i grandi fantocci vengono dati alle fiamme in un rogo liberatorio: l'inverno viene sacrificato affinché la primavera possa finalmente arrivare. La serata prosegue in convivialità, con musica di fisarmonica e la degustazione dei piatti tipici del territorio.
Organizzato dall'Associazione Escursionisti di Scontrone, "Te cumpà me" è molto più di una festa: è un momento di identità collettiva che coinvolge grandi e piccoli e mantiene vive pratiche ancestrali legate al ciclo agricolo. Negli ultimi anni la manifestazione si è arricchita di un momento di approfondimento culturale, con un convegno dedicato ai riti di fine inverno tra Abruzzo e Molise, a testimonianza del valore etnografico di questa tradizione.
Il Comune di Scontrone sorge a circa 1000 metri di altitudine, sulla sponda sinistra del fiume Sangro, in posizione strategica al confine tra Abruzzo, Lazio e Molise, alle porte del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Con la sua atmosfera medievale, i murales e il patrimonio paleontologico, il borgo offre la cornice ideale per vivere un rito autentico dell'Abruzzo montano, lontano dai circuiti turistici di massa.
L'edizione 2026 di "Te cumpà me" si è tenuta a Scontrone dal 26 al 28 febbraio 2026, organizzata dall'Associazione Escursionisti di Scontrone. Nelle prime serate, gruppi di figuranti hanno percorso le stradine del borgo con lattine trasformate in tamburi, barattoli trascinati e campanacci, cantando la formula dialettale che invoca la primavera.
La serata conclusiva di sabato 28 febbraio ha rappresentato il momento clou: la comunità si è radunata in piazza intorno alle 19:30 per il rito finale, con il rogo dei grandi pupazzi di paglia che simboleggiano l'inverno da sacrificare. La festa è proseguita in convivialità, con musica di fisarmonica e piatti tipici, favorita anche dalla serata mite che ha accompagnato il benvenuto alla primavera.
Scontrone si trova nell'Alta Valle del Sangro, in provincia dell'Aquila. In auto si raggiunge dalla SS83 Marsicana, uscita per Alfedena/Scontrone; la stazione ferroviaria più vicina è quella di Alfedena-Scontrone sulla linea Sulmona-Isernia-Carpinone.
Il rito si svolge negli ultimi giorni di febbraio nel centro storico del borgo. La serata conclusiva, con il rogo dei pupazzi, si tiene in piazza.
Trattandosi di un evento invernale in un borgo di montagna, si consiglia abbigliamento caldo e calzature comode per le stradine acciottolate. Ingresso libero.
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Centro storico di Scontrone