La travolgente Pasqua di Scicli, tra commozione e esplosione di gioia
A Scicli, gioiello del barocco ibleo in provincia di Ragusa, la Settimana Santa non è soltanto un percorso di fede ma un'autentica esperienza identitaria che coinvolge l'intera comunità. Il momento culminante è la Pasqua dell'Uomo Vivo, conosciuta da tutti gli sciclitani con il nome dialettale di 'U Gioia (l'Omu Vivu): la festa più attesa dell'anno, capace di attrarre migliaia di visitatori da tutta l'isola e oltre.
Le celebrazioni si snodano lungo l'intera settimana, scandite dalle antiche confraternite cittadine e ospitate nelle chiese del centro storico, fra cui il Santuario di Santa Maria La Nova, la chiesa di San Bartolomeo, San Giovanni, la Consolazione e il Carmine. La Domenica delle Palme apre i riti con la solenne processione del gruppo statuario di Maria Santissima Addolorata. Il Venerdì Santo è il giorno del raccoglimento: dopo l'antico rito della «Scisa a Cruci» nel santuario, le statue del Cristo Morto e dell'Addolorata si incontrano in un momento di intensa commozione nei pressi della chiesa della Consolazione.
Il vero cuore della festa arriva la Domenica di Pasqua. A mezzanotte del Sabato Santo, nella chiesa di Santa Maria La Nova, avviene la «Resuscita», lo svelamento del simulacro del Cristo Risorto tra grida di esultanza. La domenica il simulacro viene portato a spalla dai «portatori» e fatto correre vorticosamente per le strade del paese: la folla grida senza sosta «Gioia! Gioia! Gioia!», dai balconi piovono petali e fiori, e i bambini vengono sollevati verso la statua al grido di «Crìscila! Crìscila!» come gesto di benedizione e buon auspicio.
Le origini della devozione risalgono al XVII secolo, mentre la processione del Cristo Risorto così come la conosciamo si afferma intorno al 1799. La Pasqua dell'Uomo Vivo è stata riconosciuta dalla Regione Siciliana tra i Grandi Eventi e iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali (REI), a testimonianza del suo valore culturale e antropologico unico.
La Settimana Santa 2026 a Scicli si è aperta domenica 29 marzo (Domenica delle Palme) con la benedizione delle palme e la solenne processione del gruppo statuario di Maria Santissima Addolorata da Santa Maria La Nova. Il Martedì Santo (31 marzo) ha visto la processione del Crocifisso da San Bartolomeo, mentre il Mercoledì Santo (1 aprile) è stato dedicato alla Via Crucis vivente dalla Consolazione. Il Giovedì Santo (2 aprile) con la Messa In Coena Domini e gli altari della reposizione, e il Venerdì Santo (3 aprile) con il rito della «Scisa a Cruci» e l'incontro tra Cristo Morto e Addolorata.
Il culmine domenica 5 aprile: annuncio con salve di cannone alle 8.00, Messa solenne alle 10.30 a Santa Maria La Nova, uscita del simulacro del Cristo Risorto dalle 13.00 e processione dell'Uomo Vivo nel pomeriggio, con video mapping in Piazza Busacca e fuochi d'artificio a mezzanotte. Il Lunedì dell'Angelo (6 aprile) ha chiuso i festeggiamenti con i riti eucaristici alla chiesa della Consolazione.
Scicli si raggiunge in auto dalla SS115 (Modica-Ispica); le stazioni ferroviarie più vicine sono Scicli e Modica sulla linea Siracusa-Ragusa-Gela. Gli aeroporti di riferimento sono Comiso (circa 40 km) e Catania Fontanarossa (circa 110 km).
Durante la Domenica di Pasqua il centro storico è chiuso al traffico: sono allestiti parcheggi periferici (tra cui Via Ignazio Emmolo) con servizio navetta gratuito verso il Corso Garibaldi. Si consiglia di arrivare con largo anticipo.
L'accesso alle processioni e alle celebrazioni è libero e gratuito.
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Centro storico di Scicli - Santuario di Santa Maria La Nova