Il festival del jazz tradizionale nel borgo medievale di Bocchignano
Il Sabina Jazz Festival è nato nel 2005 dall'iniziativa di Bruno Castracucchi, clarinettista sabino appassionato del jazz classico, che con il sostegno dell'Associazione Culturale Bocchignano immaginò un festival interamente dedicato al jazz tradizionale: New Orleans, Dixieland e swing, il repertorio che va grosso modo dagli anni Venti agli anni Quaranta del Novecento. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2012, la rassegna è stata guidata dall'amico Renato Musillo, anch'egli musicista, e negli anni più recenti è passata alla direzione artistica di Stefano Lefèvre, che ne ha mantenuto lo spirito e la formula.
Ciò che rende il Sabina Jazz Festival diverso da molte altre rassegne è il suo rapporto con il luogo. I concerti non si svolgono su un unico grande palco, ma si distribuiscono nel centro storico di Bocchignano, frazione del Comune di Montopoli di Sabina, nella provincia di Rieti, nel cuore del Lazio. Le piccole piazze del borgo — l'Ammazzatora, la piazza D'Armi, la Pollarola, la Piazzetta — circondate da edifici in pietra, funzionano come casse di risonanza naturali e sono molto apprezzate dai musicisti, che vi ritrovano un'acustica calda e un contatto diretto con il pubblico.
Il borgo stesso merita la visita: di origini millenarie, Bocchignano conserva testimonianze romane, medievali e rinascimentali, e la sua struttura urbana raccolta invita il visitatore a spostarsi a piedi da una piazzetta all'altra, seguendo la musica.
Il programma si articola tipicamente su tre serate di concerti, con formazioni che rappresentano fedelmente il jazz delle origini. Negli ultimi anni la direzione artistica ha introdotto alcune variazioni stilistiche pensate per ampliare l'offerta musicale e diversificare il contenuto artistico dell'evento, senza tradire l'identità tradizionale della rassegna.
Durante le serate del festival gli abitanti di Bocchignano aprono cantine, cortili e punti di ristoro: si può cenare o fare uno spuntino con i prodotti della Sabina, terra celebre soprattutto per il suo olio extravergine d'oliva DOP, oltre che per salumi, formaggi e vini locali. La combinazione fra musica dal vivo e cucina di territorio è parte integrante dell'esperienza e spiega la fedeltà del pubblico, che torna ogni anno da Roma, da Rieti e dal resto del Lazio.
L'appuntamento cade tradizionalmente a cavallo fra la fine di maggio e i primi giorni di giugno, quando le colline della Sabina sono nel loro momento migliore. Chi arriva può abbinare al festival la visita di Montopoli di Sabina e del suo centro storico, dell'Abbazia di Farfa a pochi chilometri — uno dei complessi monastici più importanti dell'Italia centrale — e degli uliveti secolari che caratterizzano il paesaggio fra Tevere e monti Sabini.
In un panorama in cui i festival jazz italiani guardano prevalentemente alle forme contemporanee, il Sabina Jazz Festival occupa una nicchia preziosa: quella della conservazione e divulgazione del jazz delle origini. È un evento a misura d'uomo, gratuito nello spirito comunitario che lo anima, costruito dal volontariato di un'associazione di paese e da una comunità che da vent'anni accoglie musicisti e ascoltatori.
Dal 30 maggio al 1° giugno 2026 Bocchignano ha ospitato la diciassettesima edizione del Sabina Jazz Festival. Tre serate di musica dal vivo distribuite nelle piccole piazze del borgo, con formazioni italiane fedeli al repertorio del jazz tradizionale e alcune variazioni stilistiche volute dalla direzione artistica per ampliare l'offerta musicale.
Come da tradizione, l'evento si è integrato con il tessuto urbano del centro storico: l'Ammazzatora, la piazza D'Armi, la Pollarola e la Piazzetta hanno fatto da cornice acustica naturale ai concerti, mentre gli abitanti hanno accolto il pubblico con ospitalità e prodotti della Sabina.
La 17ª edizione si è articolata su tre serate, da sabato 30 maggio a lunedì 1° giugno 2026, con concerti nelle piazze del centro storico di Bocchignano a partire dalla prima serata. La direzione artistica di Stefano Lefèvre ha confermato la formula storica — jazz delle origini, New Orleans, Dixieland e swing interpretati da musicisti italiani specializzati — con l'inserimento di alcune variazioni stilistiche pensate per diversificare il contenuto artistico. Il dettaglio completo delle formazioni e degli orari non è stato diffuso online dagli organizzatori: per il programma nominativo si rimanda ai canali ufficiali dell'Associazione Culturale Bocchignano.
Bocchignano è una frazione di Montopoli di Sabina (RI), a circa 50 km da Roma. In auto: A1 uscita Fiano Romano, poi SS4 Salaria e strade provinciali verso Montopoli di Sabina. In treno: stazione di Poggio Mirteto Scalo sulla linea FL1 Roma–Orte, quindi autobus Cotral o taxi.
Il centro storico è pedonale e molto raccolto: si parcheggia nelle aree ai margini del borgo e si prosegue a piedi.
I concerti si svolgono nelle piazze del centro storico. Per orari, programma aggiornato ed eventuali modalità di accesso conviene consultare la pagina Facebook ufficiale del festival o scrivere all'Associazione Culturale Bocchignano ([email protected]).
Portate scarpe comode per i vicoli in pietra e una giacca leggera: le serate di fine maggio in collina possono essere fresche. Nei dintorni si visitano l'Abbazia di Farfa e i borghi della Sabina.
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Centro storico di Bocchignano
Via del Borgo 21, Bocchignano, 02034 Montopoli di Sabina (fraz. Bocchignano)