Tre giorni per entrare nel cantiere della ricerca archeologica, tra Pantheon, Castel Sant'Angelo e Terme di Caracalla
Le Giornate Europee dell'Archeologia (GEA) sono l'appuntamento continentale promosso dall'Inrap francese sotto l'egida del Consiglio d'Europa e coordinato in Italia dal Ministero della Cultura. Nel Comune di Roma, capitale della Regione Lazio, l'iniziativa assume una dimensione particolare: la città possiede la più alta concentrazione di siti archeologici d'Europa, e per un fine settimana ne apre gratuitamente una parte normalmente inaccessibile.
Non si tratta di una semplice giornata di porte aperte. Il filo conduttore è il dietro le quinte: come si scava, come si data un reperto, come si restaura un mosaico, come si documenta un deposito. A guidare i visitatori non sono solo le guide turistiche, ma gli stessi funzionari archeologi, restauratori e ricercatori che quel patrimonio lo studiano tutto l'anno.
L'edizione 2026 è stata dedicata al tema «Archeologia in corso» (Archaeology in the making), che mette al centro il processo della ricerca più che il risultato finito. Per la prima volta sono stati aperti al pubblico 38 cantieri archeologici ancora in fase d'indagine in tutta Italia, un formato che ha permesso di osservare lo scavo mentre accade, con i suoi dubbi e le sue ipotesi ancora aperte.
Il programma capitolino si distribuisce su decine di luoghi, tra musei statali, parchi archeologici e istituti di ricerca:
Il valore aggiunto delle GEA sono i luoghi che si vedono solo in questa occasione. Nel 2026 è stata riaperta la Villa romana al Cimitero Flaminio, chiusa da oltre quindici anni e appena restaurata con un nuovo percorso di visita, insieme agli Horti di Domitia Lucilla. Negli anni precedenti erano toccate la Basilica sotterranea di Porta Maggiore, la Villa di Sette Bassi, la Villa di Livia e il Tempio di Minerva Medica: luoghi che restano nell'immaginario proprio perché si aprono di rado.
Il pubblico delle GEA è volutamente ampio: appassionati e studiosi, certo, ma anche famiglie con bambini, scolaresche, curiosi che non hanno mai messo piede in un cantiere. Molte attività sono progettate per la fascia 6-10 anni, con laboratori manuali di scavo simulato, ceramica e riconoscimento dei reperti. Le conferenze serali e le tavole rotonde si rivolgono invece a un pubblico più esperto.
La partecipazione è gratuita, ma quasi tutte le visite guidate e i laboratori richiedono la prenotazione obbligatoria, spesso con posti molto limitati (in alcuni casi quindici persone per turno). I calendari escono in genere due o tre settimane prima dell'evento sul portale del Ministero della Cultura e sui siti dei singoli musei: conviene tenerli d'occhio, perché i turni più richiesti si esauriscono in poche ore.
Il tema scelto per il 2026, «Archeologia in corso» (Archaeology in the making), ha spostato l'attenzione dal reperto finito al lavoro che lo precede. Il gesto più forte è stata l'apertura di 38 cantieri archeologici ancora attivi su tutto il territorio nazionale, accompagnati dai funzionari archeologi che vi lavorano.
Nella Capitale l'edizione ha segnato il ritorno alla visita della Villa romana al Cimitero Flaminio, chiusa da oltre quindici anni e riaperta il 12 giugno con un percorso rinnovato, e degli Horti di Domitia Lucilla. Alle Terme di Caracalla e all'Arco di Malborghetto lo spazio è stato dedicato alle famiglie, con laboratori pensati per i bambini.
Il Complesso monumentale del San Michele ha ospitato il 12 e 13 giugno l'incontro «Archeologia in corso. Democrazia e dialogo», promosso dall'ICA: tavole rotonde aperte al pubblico, accesso ai laboratori degli Istituti Centrali per il Restauro e per il Catalogo e la Documentazione, dimostrazione del Geoportale Nazionale per l'Archeologia, restituzione delle principali scoperte 2025-2026, proiezione di estratti del documentario Rai Cultura sul San Michele e chiusura conviviale nel Cortile degli Aranci.
Hanno inoltre aderito il Museo Nazionale Romano, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Parco Archeologico dell'Appia Antica, l'area archeologica di Gabii e Villa Adriana a Tivoli, per un totale di oltre duecento eventi in Italia.
Le sedi sono distribuite nel centro storico e nella periferia archeologica di Roma. Metro A (Barberini, Spagna, Flaminio) e Metro B (Colosseo, Circo Massimo per le Terme di Caracalla) coprono la maggior parte dei luoghi. Il Pantheon e il Complesso del San Michele si raggiungono a piedi o con gli autobus del centro. Per Villa Adriana a Tivoli: treno regionale da Roma Tiburtina fino a Tivoli, poi autobus locale.
Ingresso gratuito a tutte le iniziative. Prenotazione obbligatoria per la maggior parte delle visite guidate e dei laboratori, con posti limitati; le liste si aprono di norma due-tre settimane prima. Informazioni: [email protected], tel. +39 06 6819111.
Scarpe comode e acqua sono indispensabili: molti percorsi si svolgono all'aperto e in giugno le temperature romane sono già alte. Prevedere ampi margini negli spostamenti tra una sede e l'altra: il programma è invitante ma le distanze sono reali.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Sedi diffuse (Pantheon, Castel Sant'Angelo, Terme di Caracalla, Complesso monumentale del San Michele, Museo Nazionale Romano)