Archeologia, storia e narrazioni sull'isola d'Ischia
Ogni anno, a cavallo tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno, Ischia ospita STORIÆ - Archeologia e Narrazioni, un festival che mette al centro il mestiere di chi studia il passato e la capacità di raccontarlo. Promosso dal CEIC - Istituto di Studi Storici e Antropologici, organizzazione non governativa accreditata presso l'UNESCO, e ideato e diretto dall'archeologa Alessandra Vuoso, l'evento riunisce studiosi italiani e internazionali, artisti, musicisti e comunità locali in un dialogo continuo tra alta divulgazione e narrazione popolare.
Il quartier generale è la Torre del Molino di Ischia Ponte, l'ex carcere mandamentale che guarda verso il Castello Aragonese: uno spazio restituito alla città che per cinque giorni diventa sala conferenze, spazio espositivo e laboratorio. Il festival però non resta chiuso tra quattro mura. Si allarga ad altri luoghi simbolici dell'isola — musei, siti archeologici, spiagge, sentieri dell'entroterra — coinvolgendo i diversi comuni dell'isola d'Ischia, in provincia di Napoli, in Campania.
La VIII edizione, andata in scena dal 30 maggio al 3 giugno 2026, ha scelto il tema Tracce antiche, futuro terrestre: uno sguardo ampio sul rapporto tra società umane e ambiente, un dialogo che attraversa i secoli e che oggi si rivela fondamentale per immaginare futuri sostenibili, in particolare nei territori fragili come le isole e le aree costiere. Cambiamento climatico ed emergenze ambientali vengono letti con gli strumenti della storia, dell'archeologia e delle scienze naturali, senza mai perdere di vista la dimensione umana e quotidiana del racconto.
La formula è riconoscibile e non è cambiata negli anni: mescolare linguaggi diversi perché il passato non resti materia per soli specialisti.
Uno dei tratti più riusciti di STORIÆ è il coinvolgimento diretto di scuole e associazioni dell'isola. Accanto agli incontri accademici trovano spazio iniziative di citizen science, raccolte di testimonianze orali, attività di volontariato e progetti che chiedono agli abitanti di riconoscersi nel patrimonio che hanno intorno. Il risultato è un festival che non si limita a portare relatori sull'isola per qualche giorno, ma lascia un sedimento: archivi, materiali, reti di persone che continuano a lavorare anche dopo la chiusura.
Il contesto fa gran parte del lavoro. L'isola d'Ischia custodisce una delle stratificazioni storiche più dense del Mediterraneo: la colonia greca di Pithekoussai, considerata il più antico insediamento greco d'Occidente, le necropoli scavate da Giorgio Buchner, il Castello Aragonese, le torri costiere, le terme sfruttate fin dall'antichità, i vigneti terrazzati con i loro muretti a secco. Camminare da un appuntamento all'altro — tra Ischia Ponte, i sentieri del Monte Epomeo e le baie raggiungibili solo dal mare — è già parte dell'esperienza del festival.
STORIÆ è un festival di taglio culturale e scientifico, con un tono sobrio e una programmazione curata, adatto a chi cerca qualcosa di diverso dalla classica sagra estiva. La quasi totalità degli appuntamenti è a ingresso libero e la stagione — l'ultima settimana di maggio e i primi giorni di giugno — coincide con uno dei momenti migliori per visitare Ischia: mare già praticabile, temperature gradevoli e isola non ancora affollata come in piena estate.
L'ottava edizione del festival, promossa dal CEIC - Istituto di Studi Storici e Antropologici, Ong dell'UNESCO, e diretta dall'archeologa Alessandra Vuoso, si è concentrata sul rapporto di lunga durata tra società umane e ambiente. Il titolo scelto, Tracce antiche, futuro terrestre, riassume bene l'impostazione: usare il passato — scavi, fonti, memorie — come strumento per capire il presente di territori fragili come le isole e le aree costiere.
La Torre del Molino a Ischia Ponte ha fatto da centro nevralgico, affiancata da altri luoghi dell'isola trasformati in spazi di incontro e partecipazione. Il programma ha alternato conferenze accademiche, narrazioni popolari, attività per le scuole e per le famiglie, momenti musicali e proposte all'aperto: escursioni naturalistiche, vela ecologica, snorkeling archeologico ed esperienze di gusto ispirate alla cucina storica e alla filosofia degli sprechi zero.
Come da tradizione del festival, gli appuntamenti si sono svolti in massima parte a ingresso libero, con prenotazione per le attività a numero chiuso.
VIII edizione — «Tracce antiche, futuro terrestre», 30 maggio - 3 giugno 2026, Ischia.
Programma completo e aggiornamenti sul sito ufficiale www.festival-storiae.it e sui canali social del festival.
Ischia si raggiunge solo via mare. Traghetti e aliscafi partono da Napoli (Molo Beverello per gli aliscafi, Calata Porta di Massa per i traghetti) e da Pozzuoli, con approdo a Ischia Porto, Casamicciola Terme o Forio; collegamenti stagionali anche da Sorrento, Capri e Procida. L'aeroporto più vicino è Napoli-Capodichino, collegato al porto dai bus Alibus.
Sede principale: Torre del Molino, ex carcere mandamentale di Ischia Ponte, a pochi passi dal Castello Aragonese. Dal porto di Ischia si arriva in una ventina di minuti a piedi lungo la Riva Destra oppure con gli autobus EAV. Altri appuntamenti si svolgono in musei, siti archeologici e luoghi all'aperto degli altri comuni dell'isola.
Gli incontri, le mostre e i laboratori sono a ingresso libero. Escursioni, visite guidate e attività in barca richiedono la prenotazione e possono prevedere un contributo: conviene scrivere in anticipo a [email protected] o consultare il sito ufficiale, perché i posti sono limitati.
L'offerta ricettiva dell'isola è ampia (alberghi termali, B&B, case vacanza) ed è distribuita tra Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Barano. A fine maggio la disponibilità è buona, ma il ponte del 2 giugno riempie rapidamente le strutture: meglio prenotare con qualche settimana di anticipo.
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Torre del Molino (ex Carcere Mandamentale), Ischia Ponte
Via Luigi Mazzella, Ischia Ponte, 80077 Ischia