Camminare, ascoltare, rinascere: la tappa di apertura ad Amatrice della rassegna diffusa dell'Appennino centrale
Il Festival dell'Appennino - Inclusivo di Natura è una delle rassegne più originali dell'Italia centrale: non si tiene in un solo luogo, ma si muove di borgo in borgo lungo la dorsale appenninica, unendo escursioni naturalistiche e spettacoli dal vivo. Ogni appuntamento è un cammino guidato che conduce i partecipanti fino a un punto panoramico, dove ad attenderli c'è un concerto, uno spettacolo teatrale o una performance di circo contemporaneo. Nel 2026 la manifestazione raggiunge la sua diciassettesima edizione e sceglie Amatrice, in provincia di Rieti, nel Lazio, come sede della tappa di apertura.
Non è un caso che il festival riparta proprio da Amatrice. L'edizione 2026 coincide con il decennale del terremoto del Centro Italia del 2016 e sceglie come claim "A due passi da te", per raccontare un territorio vicino, accessibile e da riscoprire attraverso un turismo lento e partecipato. Amatrice, comune dell'alto Lazio ai confini con Marche, Abruzzo e Umbria, è tra i luoghi più colpiti dal sisma e diventa così il punto di partenza ideale di un percorso di memoria e di rinascita.
La prima tappa, domenica 3 maggio 2026, propone un'escursione ad anello di circa 7 chilometri verso l'Eremo della Croce, con difficoltà E, un dislivello di 243 metri e una durata di circa tre ore e mezza. Al termine del cammino va in scena "Rispetto Tour - le radici del futuro", viaggio poetico e musicale di Federico Quaranta con Samuele Giacomozzi e Fabia Salvucci, dedicato alla memoria, all'identità e alle radici culturali italiane. Per chi arriva in mattinata è consigliata anche l'esperienza enogastronomica al Polo del Gusto, per assaggiare i sapori del territorio amatriciano.
Il legame con Amatrice non si esaurisce con l'apertura: il 25 luglio 2026 il comune ospita una seconda tappa, con Peppone Calabrese e il Piceno Pop Chorus, a conferma del ruolo centrale del borgo reatino nell'intero calendario della rassegna.
Dal 3 maggio al 31 ottobre 2026 il festival propone 31 appuntamenti in 29 comuni distribuiti tra Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria. Il programma alterna grandi nomi della musica e dello spettacolo - da Bandabardò a Omar Pedrini, da Nobraino a Ginevra Di Marco - a compagnie teatrali, artisti di strada e realtà del territorio, sempre immersi nei paesaggi dell'Appennino centrale.
Ciò che rende unico il Festival dell'Appennino è la fusione tra sport dolce, natura e cultura: il paesaggio non è uno sfondo, ma parte dello spettacolo. Camminare fino al luogo dell'evento, tra faggete, prati e crinali, fa parte dell'esperienza tanto quanto il concerto finale. È un invito a riscoprire i borghi dell'entroterra reatino e delle terre del sisma con un ritmo diverso, fatto di silenzio, fatica gentile e meraviglia.
La diciassettesima edizione del Festival dell'Appennino si sviluppa dal 3 maggio al 31 ottobre 2026 con 31 eventi in 29 comuni di quattro regioni. Il tema, legato al decennale del terremoto del Centro Italia, trasforma la ferita del 2016 in un'occasione di rilancio dei territori. La tappa inaugurale ad Amatrice, in provincia di Rieti, apre un cartellone che intreccia escursioni, concerti, teatro e circo contemporaneo lungo tutta la dorsale appenninica.
Peppone Calabrese e il Piceno Pop Chorus.
Il programma completo di tutte le 31 tappe è pubblicato sul sito ufficiale del festival.
Amatrice (RI) si raggiunge in auto dalla SS4 Salaria, uscita per Amatrice; da Roma il tempo di percorrenza è di circa due ore e mezza. L'aeroporto più vicino è Roma Fiumicino. Il punto di ritrovo della tappa di apertura è nei pressi dell'Eremo della Croce.
La partecipazione a tutti gli eventi è gratuita ma è obbligatoria la prenotazione online tramite il form sul sito ufficiale www.festivaldellappennino.it.
Per le escursioni sono indispensabili scarpe da trekking, abbigliamento a strati, acqua e, per la tappa di Amatrice, la disponibilità ad affrontare un percorso di media difficoltà . Chi arriva in mattinata può abbinare la degustazione al Polo del Gusto.
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Eremo della Croce