Il rito millenario degli Spadonari nel cuore della Val di Susa
A Giaglione, paese arroccato sui versanti soleggiati della Val di Susa, in Provincia di Torino e nel Piemonte alpino, ogni anno si rinnova una delle tradizioni più affascinanti dell'arco alpino occidentale: la Festa Patronale di San Vincenzo, con la celebre Danza degli Spadonari. È un rito propiziatorio dalle radici millenarie, che la comunità tramanda di generazione in generazione come fondamento vivo della propria identità.
Il patrono San Vincenzo Diacono e Martire si festeggia il 22 gennaio ed è il protettore dei vignaioli, mestiere storico di questi versanti terrazzati a vigneto. La festa si chiude poi con la domenica dell'Ottava, a una settimana di distanza, quando il cerimoniale viene replicato. In tempi recenti gli appuntamenti si distribuiscono su più giornate, con eventi culturali, presentazioni di libri, serate di danze e momenti religiosi nelle borgate.
Cuore della festa è la Danza degli Spadonari, eseguita da quattro uomini che impugnano lunghe spade dritte (in patois locale li sabro). I costumi e le armi si tramandano spesso di padre in figlio. Le radici della danza vengono fatte risalire a riti celtici e alpini, legati alla protezione della comunità e alla fertilità dei campi e dei vigneti. Gli Spadonari danzano sul sagrato della chiesa accompagnati dalla Banda Musicale di Giaglione, scortando il reliquiario del Santo e il Bran, un tronco conico ornato di nastri colorati, fiori, frutta e spighe di grano, con alla base il pane benedetto simbolo della carità fraterna.
Figure centrali sono le Priore, donne elette dal parroco che organizzano e custodiscono la festa, sfilando con gli scialli ereditati. Distinte in coppie secondo le fasi della vita, rappresentano un autentico filo di trasmissione femminile della memoria comunitaria. Sono loro a coordinare le varie fasi del cerimoniale fino alla domenica dell'Ottava.
La festa è uno scrigno della cultura francoprovenzale della Val di Susa: lingua locale, costumi savoiardi, nomi rituali e musiche tradizionali si intrecciano nelle giornate di festa. Accanto al cerimoniale religioso trovano spazio serate di danze occitane, piemontesi e francesi, concerti di cori e bande, presentazioni di libri sulla storia e le tradizioni del territorio. Giaglione, con le sue numerose borgate disposte lungo il versante, diventa così il palcoscenico di un patrimonio immateriale di straordinario valore.
L'edizione 2026 ha confermato la forte partecipazione comunitaria e giovanile, segno di una tradizione viva e non solo storica.
Protagoniste, come ogni anno, le Priore, custodi del cerimoniale fino alla chiusura della festa.
Giaglione si trova in alta Val di Susa, sopra Susa, in Provincia di Torino. In auto: autostrada A32 Torino-Bardonecchia, uscita Susa, poi salita verso Giaglione. In treno: stazione di Susa, poi collegamento su strada verso il paese.
La festa patronale ricorre il 22 gennaio (San Vincenzo) e prosegue fino alla domenica dell'Ottava, con eventi distribuiti nei giorni precedenti.
Comune di Giaglione, tel. +39 0122 622386, email [email protected]. Alcuni momenti conviviali (merenda sinoira, pranzi sociali) richiedono la prenotazione obbligatoria nei giorni precedenti la festa.
Si svolge in pieno inverno in zona alpina: abbigliamento caldo consigliato. Gran parte degli eventi è a ingresso libero.
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Chiesa Parrocchiale di San Vincenzo