Il rito secolare dell'accoglienza nel borgo balcone della Romagna
Nel cuore di Bertinoro, borgo arroccato a 247 metri d'altitudine e conosciuto come il "Balcone della Romagna", si celebra ogni anno una delle feste più originali e identitarie dell'Emilia-Romagna: la Festa dell'Ospitalità. Promossa dal Comune di Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena, la manifestazione mette in scena un rituale che non ha eguali nel panorama italiano e che si rinnova immutato dalla prima edizione del 1926.
La festa nasce attorno alla Colonna degli Anelli, monumento simbolo che si erge in Piazza della Libertà. Secondo la tradizione medievale, il forestiero che giungeva sul colle legava il proprio cavallo a uno degli anelli della colonna: ciascun anello corrispondeva a una delle dodici famiglie nobili del paese, e la famiglia proprietaria aveva l'onore e il dovere di accogliere l'ospite. Così l'accoglienza non era affidata al caso o all'interesse, ma diventava un gesto condiviso dall'intera comunità. La colonna venne ricostruita nel 1922 e il primo Rito dell'Ospitalità in epoca moderna si svolse domenica 6 settembre 1926.
Il momento culminante è la cerimonia della prima domenica di settembre in Piazza della Libertà. La piazza si anima con l'arrivo del corteo storico in costume e con le esibizioni degli sbandieratori; poi gli ospiti d'onore vengono chiamati uno a uno alla Colonna degli Anelli per staccare una busta e scoprire quale famiglia bertinorese li ospiterà a pranzo. È un gesto semplice e commovente, che ogni anno ruota attorno a un tema diverso e accoglie figure del mondo della cultura, dell'impegno civile e della solidarietà.
Nel 2026 la festa raggiunge la 100ª edizione, celebrata con il titolo "Ospitalità Sempre". Per l'occasione il borgo ha costruito un calendario lungo un'intera estate, con oltre trenta appuntamenti tra musica, teatro, danza e incontri letterari, ospitati soprattutto nei suggestivi Giardini della Rocca e nel centro storico. Il programma vede protagonisti nomi di rilievo della scena culturale italiana, fino al weekend conclusivo di inizio settembre con il centesimo Rito dell'Ospitalità.
La Festa dell'Ospitalità è anche un'occasione per scoprire l'eccellenza enogastronomica delle colline di Bertinoro, terra del Sangiovese e dell'Albana di Romagna, primo vino bianco italiano a ottenere la denominazione DOCG. Tra cantine, osterie e banchi di prodotti tipici, il visitatore vive l'ospitalità non solo come spettacolo, ma come esperienza concreta e quotidiana, da gustare passeggiando per i vicoli del borgo, entrato nel 2025 nel circuito de "I Borghi più belli d'Italia".
L'edizione del centenario, con la direzione artistica di Roberto De Lellis e la collaborazione di Ravenna Festival ed Entroterre Festival, propone oltre trenta appuntamenti distribuiti lungo tutta l'estate. Tra i protagonisti annunciati nei Giardini della Rocca: Stefano Bollani in piano solo, Elio Germano con Teho Teardo nel "Sogno di una cosa" da Pasolini, Aterballetto, oltre a incontri con Franco Arminio e Mariangela Gualtieri.
Il weekend conclusivo entra nel vivo il 3 settembre con "Poveri Cristi" di Ascanio Celestini, prosegue il 5 settembre con il concerto di Niccolò Fabi e culmina domenica 6 settembre con la storica cerimonia in Piazza della Libertà.
In auto: uscita autostradale A14 Cesena Nord o Forlì, poi SS9 Via Emilia fino a Forlimpopoli e salita verso Bertinoro. In treno: stazioni di Forlì o Cesena sulla linea Bologna-Rimini, poi autobus o taxi per il borgo (circa 12 km).
Il Rito dell'Ospitalità in Piazza della Libertà e numerosi appuntamenti del calendario sono a ingresso libero. Per i concerti e gli spettacoli serali nei Giardini della Rocca è richiesta la prenotazione, in genere tramite la piattaforma boxol.it.
Il borgo è piccolo e in salita: si consigliano scarpe comode. Prenotare con anticipo ristoranti e alloggi nel weekend della cerimonia. L'Ufficio Turistico si trova in Piazza della Libertà.
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Piazza della Libertà e Giardini della Rocca
Piazza della Libertà, 47032 Bertinoro