La festa patronale di Morino tra fede mariana, processione e antiche tradizioni della Valle Roveto
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel piccolo borgo di Morino, adagiato nella Valle Roveto, in provincia dell'Aquila e nel cuore dell'Abruzzo interno, l'8 settembre è il giorno più atteso dell'anno. È infatti la data in cui la comunità si stringe attorno alla propria patrona, la Natività di Maria, venerata qui con il nome affettuoso di Santa Maria Bambina. Quando la ricorrenza cade in un giorno feriale, i festeggiamenti possono spostarsi alla domenica più vicina, così da permettere a tutto il paese e agli emigrati di ritorno di partecipare.
Protagonista della festa è l'antica statua lignea della Vergine, un'immagine dalla carnagione bruna di stile romanico-bizantino attribuita al XII-XIII secolo. Solennemente vestita e incoronata secondo la tradizione, la statua è normalmente custodita nella chiesa parrocchiale. Nel giorno della festa, dopo la messa solenne, viene portata in processione lungo le vie del paese, accompagnata dai fedeli, dal clero e, negli anni, dalla banda musicale.
Uno dei momenti più suggestivi è la sosta al cosiddetto 'Manto della Madonna': una roccia sulla quale, secondo un'antica leggenda locale, la Vergine si sarebbe seduta a riposare durante un faticoso cammino, lasciando impresso nella pietra il segno del suo manto. Lungo il percorso della processione i devoti si avvicinano e toccano la roccia, perpetuando un gesto rituale di sfregamento tramandato di generazione in generazione, tra fede e memoria ancestrale.
La devozione mariana affonda le radici nella storia più antica del borgo. Il nucleo originario, oggi noto come Morino Vecchio, fu devastato dal terremoto della Marsica del 1915 e in seguito abbandonato: i superstiti ricostruirono l'abitato più in basso, nella valle. Tra le rovine dell'antico paese resta ancora visibile il campanile cuspidato dell'antica chiesa di Santa Maria Bambina, silenzioso testimone di un passato che la festa dell'8 settembre continua a mantenere vivo. Il culto mariano nella zona è legato anche all'influenza dei monaci cassinesi, che qui introdussero la venerazione della Vergine.
La festa è anche l'occasione per riscoprire il territorio del Comune di Morino, incastonato tra i monti e affacciato sulla Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, celebre per la spettacolare cascata alta circa 80 metri, tra le più alte dell'Appennino. Boschi di faggi secolari, castagneti e un esteso sistema di grotte carsiche fanno da cornice a una comunità che, nel giorno della sua patrona, ritrova il senso più profondo della propria identità.
La Festa Patronale della Natività di Maria a Morino (AQ) torna, come da tradizione, intorno all'8 settembre. Al momento il programma dettagliato dell'edizione 2026 non è ancora stato pubblicato dal Comitato Festeggiamenti e dal Comune. Come ogni anno sono attesi i momenti centrali della devozione mariana: la messa solenne, la processione della statua lignea della Vergine e la sosta al 'Manto della Madonna'. Le informazioni sugli orari e sugli eventi collaterali saranno diffuse dai canali ufficiali del Comune di Morino nelle settimane precedenti la festa.
Morino (AQ), Valle Roveto, Abruzzo. La festa si svolge nel centro abitato e nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Bambina.
Ogni anno l'8 settembre, o la domenica più vicina alla data.
In auto dall'uscita autostradale di Avezzano (A25), proseguendo lungo la Valle Roveto in direzione sud. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Avezzano. Nei dintorni si trova la Riserva Naturale Zompo lo Schioppo con la sua cascata.
Comune di Morino e Comitato Festeggiamenti locale.
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Chiesa parrocchiale di Santa Maria Bambina