Le processioni dell'Addolorata e dei Misteri nella città dei due mari
I Riti della Settimana Santa di Taranto rappresentano il cuore identitario del capoluogo ionico e una delle manifestazioni della religiosità popolare più intense e conosciute di tutta la Puglia. Per una settimana intera il Comune di Taranto, dalla città vecchia sull'isola fino al Borgo umbertino, si trasforma in un grande teatro sacro fatto di silenzi, marce funebri e di un'andatura lentissima e ondeggiante che scandisce il tempo dei riti.
Le origini risalgono al 1703, quando il nobile Don Diego Calò commissionò a Napoli le prime statue del Cristo Morto e dell'Addolorata. Da allora la tradizione è stata custodita e tramandata dalle confraternite, diventando parte inscindibile dell'anima tarantina.
I riti ruotano attorno a due antiche confraternite e alle rispettive processioni:
Protagonisti assoluti sono i perdoni (in dialetto perdune), i confratelli che sfilano scalzi, incappucciati, con il volto coperto e il cappello calato, procedendo a coppie chiamate poste. Il loro incedere lentissimo e cadenzato, che li fa ondeggiare da un lato all'altro, è la celebre nazzicata: pochi metri percorsi in molti minuti, in un'atmosfera di raccoglimento e penitenza che rende unica la Settimana Santa tarantina.
Un tratto peculiare dei riti è la gara (o asta) che si tiene la Domenica delle Palme: i confratelli si sfidano con offerte per aggiudicarsi il privilegio di portare le statue, le sdanghe e i simboli sacri delle due processioni. Si tratta di aste emozionanti in cui le offerte possono superare i centomila euro, il cui ricavato sostiene le opere di carità e la conservazione del patrimonio confraternale.
Ad accompagnare i cortei sono le bande musicali, che eseguono celebri marce funebri della tradizione meridionale. Ad aprire la Processione dei Misteri è il troccolante, che con la troccola — uno strumento di legno a battenti — segna il ritmo del cammino e scandisce le soste.
Vivere i Riti della Settimana Santa a Taranto significa immergersi in una liturgia collettiva secolare, tra i vicoli della città vecchia e le vie del Borgo affacciate sul Mar Grande e sul Mar Piccolo: un'esperienza culturale e spirituale identitaria della Puglia ionica.
Il programma ufficiale dell'edizione 2026, annunciato dalle Confraternite dell'Addolorata e del Carmine, ha ripercorso l'intera settimana pasquale nel Comune di Taranto. Le celebrazioni sono culminate nelle due grandi processioni notturne, tra la città vecchia e il Borgo.
La Domenica delle Palme del 29 marzo, a San Domenico, si sono tenute le celebri gare per l'aggiudicazione delle statue e dei simboli: le sdanghe dell'Addolorata sono state assegnate per circa centomila euro, mentre la statua di Gesù Morto ha toccato un'offerta record di 103.000 euro. Nella notte del Giovedì Santo è partita da San Domenico la Processione dell'Addolorata, mentre il pomeriggio del Venerdì Santo ha visto sfilare dal Carmine, alle ore 17, la Processione dei Misteri, rientrata all'alba del Sabato Santo.
Taranto è raggiungibile in treno (stazione di Taranto sulle linee per Bari, Brindisi e Metaponto), in auto tramite la SS7 e la SS106 Jonica, e dagli aeroporti di Bari-Palese e Brindisi-Casale, entrambi collegati con autobus e treni.
I due poli sono la chiesa di San Domenico Maggiore (città vecchia, isola) e la chiesa del Carmine (Borgo). Le processioni attraversano a piedi la città vecchia e il Borgo umbertino.
Le processioni si svolgono per gran parte in orario notturno e all'alba: abbigliamento comodo e attesa paziente sono d'obbligo, vista la lentezza della nazzicata. La partecipazione è libera e gratuita. Si raccomanda rispetto e silenzio lungo i percorsi.
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Chiesa del Carmine e Chiesa di San Domenico Maggiore