Il festival che celebra la voce italiana, dal barocco alla contemporaneità, nella città di Pavarotti
Il Modena BelCanto Festival è la rassegna che, ogni autunno, trasforma il capoluogo emiliano nella capitale del canto lirico. Nato nel 2024 sulla scia dell'esperienza di Modena Città del Belcanto (attiva dal 2016), il festival raccoglie l'eredità musicale di una città che ha dato i natali a Luciano Pavarotti e Mirella Freni, e ne fa il cuore di un progetto culturale di respiro internazionale. La manifestazione si svolge nel Comune di Modena, in provincia di Modena, nel cuore dell'Emilia-Romagna.
Ciò che distingue il festival è la sua capacità di unire la memoria storica e l'apertura ai nuovi linguaggi: accanto agli oratori barocchi e ai titoli del grande repertorio operistico trovano spazio prime assolute, incursioni nel teatro, nella danza, nel cinema musicale e nella musica contemporanea. È un viaggio che parte dalle origini barocche della voce italiana e arriva fino alla scena più attuale, senza mai perdere il filo del belcanto.
Cuore della rassegna è il Teatro Comunale Pavarotti-Freni, ma gli spettacoli abitano molti spazi del territorio: la Chiesa di Sant'Agostino e la Chiesa di San Carlo, la Galleria Estense, la Sala Truffaut a Modena; il Palazzo Ducale di Sassuolo e l'Auditorium Pierangelo Bertoli; il Teatro Comunale di Carpi e il Teatro del Popolo di Concordia sulla Secchia. Una rete diffusa che porta la musica colta nei luoghi più suggestivi della provincia modenese.
Un asse portante del progetto è la formazione: il festival nasce anche per unire l'alta formazione dei cantanti alla produzione operistica dal vivo. Le masterclass e i corsi di perfezionamento — fra cui quelli legati al nome di Raina Kabaivanska — danno ai giovani interpreti l'occasione di salire sul palco accanto agli artisti affermati, in un dialogo fra generazioni che è la vera firma della manifestazione.
L'edizione 2026 è la terza del festival e porta il titolo «Metamorfosi del Belcanto. La voce italiana dalle origini barocche alla contemporaneità». Il programma indaga la trasformazione della voce italiana lungo i secoli, con Giuseppe Verdi come asse portante nell'anno dei 125 anni dalla sua morte, letto non in chiave commemorativa ma come artefice del passaggio dalla tradizione belcantistica al teatro moderno. Accanto a Verdi, una sezione dedicata al barocco estense e alla cultura musicale modenese, e un ampio sguardo al Novecento e alla contemporaneità.
Il festival è promosso dal Comune di Modena con la Fondazione Teatro Comunale, la Fondazione di Modena e il Conservatorio Vecchi-Tonelli, e si svolge tra Modena, Sassuolo, Carpi e Concordia sulla Secchia.
Modena è servita dalla stazione ferroviaria sulla linea Milano-Bologna, a pochi minuti a piedi dal centro storico e dal Teatro Comunale Pavarotti-Freni. In auto, uscite Modena Nord o Modena Sud dell'autostrada A1. Le sedi di Sassuolo, Carpi e Concordia sulla Secchia sono raggiungibili in treno o auto dal capoluogo.
I biglietti e gli abbonamenti si acquistano presso la Biglietteria del Teatro Comunale (Corso Canalgrande 85, tel. 059 2033010) e online sui circuiti ufficiali (vivaticket.it e teatrocomunalemodena.it).
Il festival si svolge tra settembre e novembre. Consigliata la prenotazione anticipata per i grandi appuntamenti al Teatro Pavarotti-Freni.
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Teatro Comunale Pavarotti-Freni
Corso Canalgrande 85, 41121 Modena