La storica fiaccolata del Martedì Grasso che da oltre cinque secoli chiude il Carnevale di Fiumalbo
Nel cuore dell'Appennino modenese, incastonato fra i torrenti e a pochi passi dal Monte Cimone, il borgo di Fiumalbo (Provincia di Modena, Emilia-Romagna) custodisce una delle tradizioni carnevalesche più antiche e suggestive d'Italia. Ogni Martedì Grasso, quando cala la sera, il piccolo paese si trasforma in un fiume di fiamme: è la Fiaccolata di Carnevale, un rito che si tramanda da oltre cinquecento anni e che chiude in modo spettacolare il periodo del Carnevale.
La storia di questa fiaccolata affonda le radici nel 1512, quando il Duca Alfonso I d'Este concesse ai soli abitanti di Fiumalbo il privilegio di festeggiare il Carnevale in maschera, in un'epoca in cui questi festeggiamenti erano altrove proibiti. La leggenda racconta che il duca, in visita al borgo, mise alla prova la fedeltà dei fiumalbini parlando male di sé stesso: la reazione indignata dei paesani, pronti quasi a linciarlo, lo convinse della loro lealtà e gli valse in cambio questa speciale concessione. Da allora la comunità non ha mai smesso di celebrare la ricorrenza.
Il cuore della manifestazione è la sfilata delle fiaccole. Vengono costruite con legno di betulla od ontano, alla cui sommità sono arrotolati degli stracci imbevuti, e fra i partecipanti è viva la sfida a chi realizza la torcia più grande. Il corteo parte dalla zona del Seminario e attraversa il centro storico fino alla confluenza dei due corsi d'acqua: qui tutte le fiaccole vengono gettate in un grande falò, a simboleggiare la fine del Carnevale e l'avvio della Quaresima. Ad aprire la processione, secondo la rievocazione, sono le figure del Duca Alfonso I e della consorte Lucrezia Borgia.
La fiaccolata si inserisce nel più ampio programma del Carnevale di Fiumalbo, che negli ultimi anni comprende anche la sfilata "El Mondo alla Rinverscia" (il mondo alla rovescia), in cui ruoli, gerarchie e gesti quotidiani vengono ribaltati come nella migliore tradizione medievale del Carnevale. Per chi visita l'Appennino modenese, assistere alla fiaccolata significa immergersi in un borgo autentico che ha saputo conservare intatta la propria identità e la propria memoria collettiva.
Per il Martedì Grasso 17 febbraio 2026, alle ore 20:00, il borgo di Fiumalbo ha rinnovato il suo rito più antico. Il ritrovo è avvenuto nei pressi del ponte dell'ex Seminario, da dove è partito il corteo delle fiaccole verso la confluenza dei due torrenti.
Secondo la rievocazione storica, ad aprire la sfilata sono state le figure del Duca Alfonso I d'Este e di Lucrezia Borgia, a ricordo della concessione del 1512. Al termine del percorso, tutte le torce sono state gettate nel grande falò che simboleggia la fine del Carnevale e l'inizio della Quaresima.
La fiaccolata si tiene il Martedì Grasso, con ritrovo in serata (ore 20:00) nei pressi del ponte dell'ex Seminario.
Centro storico di Fiumalbo (MO), Appennino modenese, ai piedi del Monte Cimone. Il percorso si snoda dal Seminario fino alla confluenza dei due torrenti.
Fiumalbo si raggiunge in auto lungo la SS12 dell'Abetone e del Brennero. Si consiglia di parcheggiare nelle aree esterne al centro e di proseguire a piedi, vista la natura del corteo che attraversa le vie del borgo.
Trattandosi di un evento serale all'aperto in montagna, in pieno inverno, è indispensabile un abbigliamento molto caldo e calzature adatte alle vie acciottolate del borgo.
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Centro storico di Fiumalbo