La tappa romana del festival itinerante del Mediterraneo e del mondo lusofono
Il Festival Sete Sóis Sete Luas non è un festival come gli altri: è una rete culturale itinerante, nata nel 1993, che ogni anno collega una trentina di città di nove paesi affacciati sul Mediterraneo e sul mondo lusofono — Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Croazia, Slovenia, Marocco, Tunisia, Capo Verde. Il nome, «Sette Soli Sette Lune», richiama una figura del romanzo Memoriale del convento di José Saramago, che del festival fu il primo presidente onorario. La tappa di Roma è uno degli appuntamenti storici del circuito e si inserisce ogni estate nel cartellone dell'Estate Romana promosso da Roma Capitale.
La programmazione romana punta sulle musiche popolari, etniche e tradizionali, quelle che raramente arrivano nei circuiti commerciali. Nel corso degli anni la capitale ha ospitato fadisti portoghesi, cantautori e band capoverdiane, gruppi di musica araba e mediterranea, oltre alle produzioni originali del festival: le celebri 7Sóis Orkestra, orchestre nate per l'occasione riunendo musicisti di nazionalità diverse attorno a un progetto comune. Accanto ai concerti, il circuito internazionale porta anche danza, teatro di strada e circo contemporaneo, con compagnie che si spostano da una città all'altra della rete.
A Roma il festival si muove fra due poli. Il primo è Villa Barberini, sede dell'Ambasciata del Portogallo in via Riccardo Zandonai, nella zona della Camilluccia: un giardino raccolto che ospita i concerti serali di apertura, spesso in prima nazionale. Il secondo è Piazza San Pietro in Montorio, sul Gianicolo a due passi da Trastevere, davanti alla Real Academia de España: da più di un lustro è uno dei palcoscenici all'aperto più suggestivi della manifestazione, con la città che si apre alle spalle del pubblico. La scelta dei luoghi cambia di anno in anno a seconda delle collaborazioni con le ambasciate e le accademie straniere presenti nella Città Metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
Il festival non si esaurisce nei concerti pubblici. Da diversi anni la tappa romana comprende anche concerti di solidarietà negli istituti penitenziari della capitale: l'Istituto Penale per Minorenni di Casal del Marmo e la Casa Circondariale di Rebibbia hanno ospitato più volte artisti del circuito, in incontri riservati alle persone detenute. È una parte poco visibile della programmazione ma coerente con lo spirito del progetto, che considera la musica uno strumento di dialogo e non solo di intrattenimento.
I concerti romani cominciano di norma alle 21, in estate, e sono a ingresso libero senza prenotazione: conviene arrivare con un quarto d'ora di anticipo, perché i posti a sedere sono limitati e nelle serate più attese il pubblico riempie rapidamente lo spazio. L'atmosfera è informale e famigliare, molto lontana dai grandi festival estivi: si tratta di serate raccolte, con qualche centinaio di persone, in cui i musicisti presentano i brani e raccontano la propria terra d'origine. Per chi visita Roma in luglio è un modo diverso di vivere la città, fuori dai percorsi turistici più battuti.
Il programma completo di tutte le tappe, Roma compresa, viene pubblicato sul sito ufficiale del festival, di solito fra giugno e luglio. L'organizzazione romana fa capo all'Associazione Culturale Gruppo Immagini, che nel 2025 ha visto il progetto della XXXIII edizione finanziato dal bando «Roma Creativa 365» del Comune di Roma.
Per la 34ª edizione del circuito internazionale, la tappa romana si è concentrata in un'unica serata: mercoledì 15 luglio 2026, alle 21, nel giardino di Villa Barberini, sede dell'Ambasciata del Portogallo in via Riccardo Zandonai 84, nel quadrante nord della capitale.
Sul palco la formazione portoghese The Stick & Rope Band, progetto costruito attorno al bassista Fréderico Gato, accompagnato da João Tiago Oliveira alla chitarra classica, Pedro Viana alla chitarra portoghese e João Mousinho alla batteria, con la voce della fadista Marta Alves. Il repertorio ha unito il fado tradizionale a sonorità pop e a suggestioni mediterranee, in quella che gli organizzatori hanno definito un'esperienza musicale trasversale. Marta Alves ha già portato la propria voce in Francia, Romania e Svizzera.
Serata a ingresso libero senza prenotazione, con l'invito ad arrivare un quarto d'ora prima per trovare posto.
Via Riccardo Zandonai 84, zona Camilluccia, Roma. Ingresso libero senza prenotazione.
Villa Barberini – Ambasciata del Portogallo, via Riccardo Zandonai 84, zona Camilluccia: autobus delle linee che risalgono via della Camilluccia dalla stazione Metro A Cipro o da piazzale Clodio. Piazza San Pietro in Montorio, sul Gianicolo: si raggiunge a piedi da Trastevere salendo via Garibaldi (circa 10 minuti in salita), oppure con l'autobus 115 da Trastevere.
I concerti romani sono di norma a ingresso libero e senza prenotazione. Si consiglia di presentarsi almeno 15 minuti prima dell'inizio: i posti sono limitati.
Tel. +39 388 7583081 — [email protected] — sito ufficiale festival7sois.eu
Le serate si svolgono all'aperto: in caso di maltempo verificare eventuali variazioni sui canali del festival. Trastevere e il Gianicolo offrono numerose trattorie per una cena prima del concerto.
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Villa Barberini – Ambasciata del Portogallo
Via Riccardo Zandonai 84, 00194 Roma