La ricorrenza del santo patrono di Rubiera, tra fede e tradizione popolare
La Festa patronale di San Biagio è la ricorrenza civile e religiosa più sentita dell'anno per Rubiera, vivace Comune della via Emilia in provincia di Reggio Emilia, in Emilia-Romagna. San Biagio, medico e vescovo di Sebaste in Armenia, subì il martirio durante le persecuzioni dei cristiani intorno al 316 ed è venerato come uno dei quattordici santi ausiliatori. È il protettore della gola e viene festeggiato ogni anno il 3 febbraio, giorno in cui la comunità rubierese si stringe attorno al proprio patrono.
Cuore della festa è la Chiesa parrocchiale dei Santi Donnino e Biagio, edificio settecentesco situato nella parte meridionale del centro storico e rimaneggiato all'inizio del Novecento, con un'absidiola sormontata dalla torre campanaria e riferimenti documentari che risalgono al 1302. Qui, nella giornata del patrono, la parrocchia organizza ogni anno le solenni celebrazioni liturgiche: la Santa Messa in onore di San Biagio rappresenta il momento centrale della ricorrenza per i fedeli e per le autorità cittadine.
Il rito più caratteristico della festa è la benedizione della gola. Secondo la tradizione, San Biagio avrebbe miracolosamente salvato un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce conficcata in gola, diventando così l'intercessore contro i mali della gola e delle vie respiratorie. Per questo, al termine della liturgia, il sacerdote impartisce ai fedeli la benedizione incrociando due candele sotto il mento di ciascuno, un gesto antico ancora oggi molto partecipato.
A Rubiera la devozione per San Biagio è talmente radicata da scandire il calendario civile: il 3 febbraio è festività del santo patrono e giorno di chiusura delle scuole cittadine, con la ripresa delle lezioni il giorno successivo. È un segno concreto di quanto la ricorrenza appartenga all'identità della comunità, ben oltre la dimensione strettamente religiosa, coinvolgendo famiglie, associazioni e l'Amministrazione comunale.
La festa è anche l'occasione per scoprire Rubiera in una giornata d'inverno. Sorta come antica Corte de Herberia presso il guado del fiume Secchia, la cittadina conserva il Forte, possente fortezza voluta intorno al 1190, e la quattrocentesca Corte Ospitale, nata per il ristoro di viandanti e pellegrini e oggi sede di importanti produzioni teatrali. Passeggiare per il centro storico nel giorno del patrono significa cogliere l'anima più autentica di questo borgo della pianura reggiana.
L'edizione 2026 della festa patronale di Rubiera si è svolta come da tradizione martedì 3 febbraio, giorno dedicato a San Biagio. Le celebrazioni si sono concentrate nella Chiesa parrocchiale dei Santi Donnino e Biagio, con la Santa Messa in onore del patrono e la benedizione della gola, rito legato al santo protettore. Il Comune di Rubiera ha confermato la giornata come festività del santo patrono, con la chiusura delle scuole cittadine il 3 febbraio e la ripresa delle attività didattiche il giorno successivo. Il dettaglio degli orari delle celebrazioni e delle eventuali iniziative collaterali viene reso noto di anno in anno dalla parrocchia.
Le celebrazioni si svolgono il 3 febbraio, giorno di San Biagio. La data è ricorrente ogni anno.
Chiesa parrocchiale dei Santi Donnino e Biagio, centro storico di Rubiera (RE), Emilia-Romagna.
In auto: uscita Terre di Castelli / Reggio Emilia dell'autostrada A1, oppure lungo la via Emilia (SS9) tra Modena e Reggio Emilia. In treno: stazione di Reggio Emilia o di Modena sulla linea Bologna-Milano, con collegamenti bus verso Rubiera.
La partecipazione alle celebrazioni religiose è libera e gratuita.
Comune di Rubiera, Parrocchia dei Santi Donnino e Biagio.
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Chiesa parrocchiale dei Santi Donnino e Biagio