L'antica sfida del fuoco tra i rioni di San Nicolò e San Geminiano a Pontremoli
Nel cuore della Lunigiana, all'estremo nord della Toscana e in provincia di Massa-Carrara, il Comune di Pontremoli custodisce una delle tradizioni invernali più affascinanti della regione: la Disfida dei Falò. Ogni anno, nel mese di gennaio, i due rioni storici della città, San Nicolò e San Geminiano, si sfidano nella costruzione e nell'accensione di imponenti cataste di legna che ardono lungo le rive dei corsi d'acqua cittadini, trasformando la notte invernale in uno spettacolo di luce e calore.
I falò di Pontremoli affondano le loro radici in antichi riti pagani dedicati al dio del fuoco, accesi all'inizio dell'anno per invocarne la presenza vitale contro i rigori dell'inverno. Con l'arrivo del cristianesimo, questi fuochi non vennero abbandonati ma legati alle ricorrenze dei santi protettori. La disfida richiama inoltre l'eco delle lotte medievali tra Guelfi e Ghibellini, talmente accese a Pontremoli che, secondo la tradizione, il signore Castruccio Castracani fece costruire un muro per dividere il borgo e le sue due fazioni contrapposte. I primi falò documentati risalirebbero al 1529.
La manifestazione si articola in tre serate distinte. Si apre con il Falò di Sant'Ilario, acceso presso la chiesetta omonima ai piedi dell'antico Castello del Piagnaro, che dà ufficialmente il via alla disfida. Seguono i due fuochi principali: il Falò di San Nicolò, sulla riva destra del fiume Magra nei pressi del Ponte Pompeo Spagnoli, e il Falò di San Geminiano, patrono della città, acceso presso il Ponte della Cresa sul torrente Verde.
Le fiamme, che possono superare i venti metri di altezza, si riflettono sull'acqua dei fiumi e illuminano i ponti gremiti di gente. La Disfida dei Falò è molto più di una competizione: è un momento di forte identità comunitaria, in cui i pontremolesi si ritrovano attorno al fuoco per celebrare le proprie radici. La manifestazione si tiene anche in caso di maltempo, a testimonianza del profondo legame tra la città e questa tradizione secolare.
Visitare Pontremoli durante la Disfida dei Falò è anche l'occasione per scoprire una delle città d'arte più suggestive della Toscana: il Castello del Piagnaro con il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, le chiese di San Nicolò e San Geminiano, Villa Dosi Delfini e il Museo Diocesano. Le associazioni locali e le guide turistiche propongono visite guidate al centro storico in occasione delle serate principali della disfida.
L'edizione 2026 ha confermato il calendario storico della manifestazione con tre serate principali nel mese di gennaio.
In occasione delle serate del 17 e del 31 gennaio sono state proposte visite guidate al centro storico, al Castello del Piagnaro, alle chiese di San Nicolò e San Geminiano, a Villa Dosi Delfini e al Museo Diocesano, con incontro finale con i fuochisti.
Visite guidate pomeridiane (dalle 14:30 alle 17:00) nelle giornate del 17 e 31 gennaio, con incontro con i fuochisti alla base dei falò.
In treno: la stazione di Pontremoli è sulla linea Parma-La Spezia (Pontremolese). In auto: autostrada A15 Parma-La Spezia, uscita Pontremoli. L'aeroporto più vicino è quello di Pisa.
Le serate dei falò si svolgono a gennaio: il 13 (Sant'Ilario), il 17 (San Nicolò) e il 31 (San Geminiano), generalmente a partire dalle ore 19:00.
Vestirsi con abbigliamento caldo e adatto al freddo invernale della Lunigiana. I falò principali si osservano dai ponti e dalle rive dei fiumi. È consigliata la prenotazione per le visite guidate proposte dalle associazioni locali.
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Centro storico, Ponte Pompeo Spagnoli e Ponte della Cresa